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Grossa chiazza scura in mare: scatta l’allarme a Cupra, intervento risolutivo della Guardia Costiera che indaga sui responsabili

L'ALLARME è scattato nel primo pomeriggio quando alcuni bagnanti hanno notato delle strane chiazze, anche vicino alla riva. Subito allertata la Capitaneria di Porto che ha steso decine di metri di "panne galleggianti assorbenti" fornite dal rimorchiatore “Eco-Elba”. Qualche miglio a largo c'è una piattaforma petrolifera. La situazione è tornata alla normalità, ma proseguono le indagini
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La spiaggia come si presentava oggi pomeriggio e, a destra, una unità della Guardia Costiera e il rimorchiatore intervenuti

 

Uno sversamento di una sostanza – potrebbe essere petrolio – ha fatto scattare poco fa l’allarme sulla costa picena. In particolare su quella di Cupra Marittima, proprio al confine tra il Piceno e il Fermano, dove, per precauzione, tutti i bagnanti sono stati fatti uscire dall’acqua e tenuti lontani dalla battigia in attesa di ulteriori accertamenti.

 

E’ accaduto nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 3 agosto, quando alcuni bagnanti hanno notato delle strane chiazze sull’acqua, anche nei pressi della riva.

 

E’ subito scattato l’allarme ed è stato allertata per prima la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di San Benedetto che, proprio a Cupra, ha un suo Ufficio locale marittimo.

 

L’allarme, come avviene sempre in questi  casi, è stato esteso anche alla Guardia Finanza (la “polizia del mare”), ai Carabinieri e al Comando della Polizia Municipale cuprense.

 

La situazione al momento è sotto controllo, e sono state messe in atto tutte le forme di monitoraggio possibili per capire cosa può aver prodotto quello sversamento, avvenuto comunque in forma contenuta.

 

Qualche a miglio a largo della costa di Cupra, da anni c’è una piattaforma petrolifera.

 

L’intervento della Guardia Costiera è stato tempestivo, sia via mare che via terra. La Capitaneria di porto parla di “una grossa chiazza scura di circa 200 metri dinanzi le scogliere frangiflutti di Cupra Marittima”. Gli operatori hanno steso decine di metri di “panne galleggianti assorbenti” che sono state fornite dal rimorchiatore “Eco-Elba” – l’unità “Castalia” che opera per il il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di stanza nel porto di San Benedetto.

 

Dopo gli iniziali attimi concitati, sono state ripristinate le condizioni di normalità dell’area interessata e scongiurati danni permanenti all’ecosistema marino.

 

La Capitaneria di Porto di San Benedetto indaga sui possibili responsabili.

 


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