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“Valzer”, la danza del creato davanti al Monastero di Valledacqua

ACQUASANTA TERME - Due giorni di spettacolo per la performance immersiva della compagnia "Lo Stormo", tratta da un'enciclica di Papa Francesco. Scenario suggestivo ed atmosfera unica. Sul palco anche l'ascolana Camilla Paoletti
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Foto di rito a fine spettacolo

 

di Luca Capponi 

 

Una danza suadente per porci domande su noi stessi. Sulle relazioni che intercorrono tra gli esseri umani. E non solo. Perché il pianeta Terra vive con noi, solo che spesso lo dimentichiamo.

 

Dopo una residenza durata qualche giorno, nello stesso scorcio del Monastero di San Benedetto a Valledacqua di Acquasanta Terme, è andato in scena lo spettacolo della compagnia teatrale “Lo Stormo“. “Valzer”, questo il titolo, ha accompagnato il pubblico durante il weekend con il suo mix di spiritualità e meditazione. Quanto mai adatto, dunque, lo scenario immerso tra Laga e Sibillini, davanti all’abbazia risalente al 970 d.C., per una performance che ha visto i ragazzi de “Lo Stormo” (gruppo nato da un’esperienza formativa all’interno dell’Accademia Stap Brancaccio di Roma) fondersi letteralmente con la suggestiva location.

 

Saverio Barbiero, Claudio Cammisa, Matteo Esposito, Alberto Gandolfo, Michela Nicolai, Fabiana Pesce, Giacinta Pittaluga, Diletta Ronga e l’ascolana Camilla Paoletti sono gli interpreti dello spettacolo, che trae spunto dall’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si'”.

 

Con una premessa piuttosto chiara: “La natura non è mai stata così presente, vicino a noi. Occorre svestirci degli abiti superflui della quotidianità per apprezzarne davvero la bellezza? Il nostro Giovanni pensa che sia così. D’altronde il percorso non si definisce all’arrivo ma dall’esperienza maturata. La paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di cadere per poi rialzarsi e continuare a correre fino a perdere il controllo. A che scopo passiamo da questo mondo? Per quale fine siamo venuti in questa vita? Per che scopo lottiamo? Perché, Terra, hai bisogno di noi? Nel Valzer del Creato, Giovanni cercherà risposta ai suoi più grandi interrogativi. Scoprendo che tutto questo fu opera buona e giusta”.

 

«L’arte rappresenta la forma migliore per interrogarsi ed il Monastero di Valledacqua il luogo ideale, sospesa tra religiosità e natura – spiega l’assessore comunale alla cultura, Elisa Ionni – l’attenzione che si pone nei confronti dell’ecologia e del rispetto verso il pianeta deve necessariamente condurci a ripensare non solo le relazioni con noi stessi e con gli altri, ma a maturare il rispetto verso la terra che ci ospita. Il ringraziamento, oltre ai ragazzi della compagnia, va a Padre Francesco del monastero, per l’ospitalità e per aver dialogato con loro mettendo a disposizione sapere ed esperienza, a Davide Fosci, gestore dell’hotel, e al vescovo Gianpiero Palmieri».

 

I prossimi appuntamenti col calendario di eventi estivi organizzati dal Comune prosegue dal 1 al 3 settembre in Piazza Angela Latini, con lo spettacolo “Mezzo litro e una gassosa”.

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