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Captazione idrica sul Tenna, Celani (Ciip): «Abbiamo risposto punto per punto alla diffida, c’è l’ok dei sindaci interessati»

IL DIRETTORE di Cicli Integrati Impianti Primari: «Se gli ambientalisti vogliono contestare gli studi dell'Università di Camerino devono rivolgersi a loro. Il progetto ha l'ok anche delle due Province e della Regione, quindi i lavori partiranno tra fine ottobre e i primi di novembre»
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Il fiume Tenna, nel riquadro Gianni Celani

 

di Alessandro Luzi

 

Continua a far discutere l’iter di costruzione dell’impianto di captazione idrica sul Tenna. Proprio venerdì è arrivata la diffida da parte di Legambiente Marche e del Fipsas con l’intento di ostacolare il progetto.

 

«Il documento è stato redatto da un avvocato e noi abbiamo risposto con il nostro – dice il direttore della Ciip Gianni Celani – ribattiamo punto per punto alle loro contestazioni. Quest’ultime partono da presupposti completamente sbagliati. C’era già stato un incontro con gli ambientalisti e, sostanzialmente, ad oggi le nostre motivazioni sono le stesse».

 

Il coordinamento ambientalista locale ha contestato gli studi effettuati dall’Università di Camerino. Secondo le ricerche, la portata minima di acqua del Tenna di media si aggira attorno agli 800 litri/secondo. Invece, a detta del geologo Carlo Baleani di “Legambiente Marche” e “Circolo Legambiente fermano Terramare”, sarebbe di circa 400 litri/secondo.

 

«Le analisi riguardano un periodo di tre anni e sono state condotte da professionisti di altissimo profilo – spiega Celani – rispettiamo i valori stabiliti dalla Regione, secondo cui ci deve essere garantita una portata minima di 400 l/s. È evidente che non ci sono problemi se per una settimana prelevassimo 100 litri/secondo. Se vogliono contestare gli studi dell’Università di Camerino allora devono rivolgersi direttamente a loro».

 

In realtà, oltre agli ambientalisti, sul fronte del ‘no’ alla costruzione dell’impianto di captazione ci sono anche i sindaci interessati. «Però alla conferenza dei servizi di gennaio hanno dato l’ok alla realizzazione del progetto – prosegue il direttore Ciip – la struttura toccherà Amandola, Montefortino, Comunanza e Montemonaco. Il parere favorevole è arrivato anche dalle province di Ascoli e Fermo, così come dalla Regione Marche. Insomma, tutti i soggetti coinvolti hanno votato a favore».

 

Perciò i lavori partiranno con tutte le autorizzazioni del caso «e andranno anche a passo spedito perché, secondo i tempi stabiliti dal Pnrr, dovranno terminare entro dicembre 2025 – continua Celani – non possiamo perdere il finanziamento. Il via arriverà tra fine ottobre e i primi di novembre. Stiamo affinando alcune procedure con le associazioni d’impresa. Avere questo impianto, per il nostro territorio significherà risolvere la crisi idrica perenne a partire dal 2026. Non ci dovremo più inventare delle strategie temporanee per portare l’acqua nelle province di Ascoli e Fermo. In questo senso, quest’anno abbiamo messo in campo un’azione importante grazie ai meccanismi di ricerca termica. Questi ci hanno consentito di ridurre drasticamente le perdite d’acqua».

 

Tuttavia c’è il punto interrogativo sulle tempistiche. In quali occasioni verrà azionato? Per quanto tempo? «Stiamo parlando di un impianto di soccorso quindi verrà utilizzato pochissimo. Il nostro obiettivo consiste nel garantire la qualità dell’acqua con il costo più basso possibile. Questo possiamo ottenerlo grazie alle pompe di emergenza già presenti. In ultimo, se proprio servirà, attiveremo quella sul Tenna per aggiungere quei 100 litri/secondo necessari. Ricordiamoci che il periodo di magra dei fiumi non corrisponde al periodo di massimo prelievo della Ciip. Quest’ultimo corrisponde a quando sulla costa arrivano i turisti, quindi stiamo parlando della stagione estiva. I torrenti vanno in sofferenza da settembre a dicembre, perciò siamo sicuri che il Tenna non avrà problemi. La cosa che più ci dispiace – conclude Gianni Celani – è che il coordinamento ambientalista ed i pescatori locali non capiscono che quando apriamo i rubinetti e non esce nulla è un problema decisamente più grave rispetto alla trota che non risale il fiume. Purtroppo tutta Italia è stretta nella morsa dell’emergenza idrica e il Governo sta intervenendo con dei finanziamenti ad hoc».


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