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Un protocollo per accogliere le persone con disabilità visiva nelle strutture sanitarie

ASCOLI - Il documento, condiviso e sottoscritto da Ast, Comitato di Partecipazione e Uici,  è stato presentato in occasione della "Giornata Mondiale della Vista". L'impegno della Sanità a rendere facile e fruibile a tutti gli utenti ogni forma di informazione e comunicazione relativa ai servizi che eroga 
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Maurizio Ramazzotti, Nicoletta Natalini e Gigliola Chiappini

 

 

C’è un protocollo adesso per accogliere le persone con disabilità visiva nelle strutture sanitarie del Piceno. Il documento, scritto e condiviso con il Comitato di Partecipazione e con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (Uici) di Ascoli, è stato presentato oggi 12 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Vista.

 

L’esperienza delle persone con disabilità visiva porta un vissuto di difficoltà ad affrontare i percorsi di cura all’interno delle strutture ospedaliere.

Proprio a questo scopo, è stato concordato tra il mondo del volontariato, rappresentato dal  Comitato di partecipazione, e l’Ast di sviluppare un progetto che prevede la redazione di un documento contenente indicazioni utili per gli operatori sanitari per gestire con tutte le attenzioni possibili le persone con disabilità visiva.

 

“Indicazioni utili per accogliere le persone con disabilità visiva nelle strutture sanitarie” è il titolo del progetto, definito anche tenendo conto delle indicazioni descritte nella “Carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale”.

Con questo documento l’Ast si impegna a supportare un percorso informativo e formativo per i propri dipendenti, affinché l’accompagnamento e l’assistenza delle persone con disabilità visiva, sia facilitato.

La Sanità dovrà fare un ulteriore sforzo di miglioramento verso l’equità di accesso per rendere ogni forma di informazione e comunicazione relativa ai servizi che eroga di facile comprensione per l’utente finale.

L’accessibilità delle forme di comunicazione e informazione dovrà essere garantita in tutti i possibili canali e modalità di comunicazione, da quella scritta e dal vivo alle telefonica, tattile, acustica, audiovisiva, digitale, web.

In ognuna di queste, andranno il più possibile garantiti contenuti chiari e concisi, che siano comprensibili con facilità anche tramite la semplificazione del linguaggio e della struttura del testo, anche tramite descrizioni e testi alternativi per immagini e illustrazioni.

Le prime regole redatte sono quelle relative alla gestione dei pazienti con disturbi visivi, ma l’Ast e il Comitato di Partecipazione hanno già concordato di affrontare percorsi relativi ad altre forme di disabilità.

 

«Siamo particolarmente orgogliosi – dichiara Gigliola Chiappini, presidente dell’Uici di Ascoli  e Fermo – di annunciare, oggi, una collaborazione che ci vede parte attiva nella redazione di un protocollo per l’approccio in ambiente sanitario delle persone non vedenti o ipovedenti.
Il documento che presentiamo contiene le indicazioni da seguire affinché l’interazione con un paziente disabile visivo possa risultare meno complesso e di grande efficacia per tutti.

La nostra Uici si è resa disponibile anche a fare formazione per sanitari e operatori ed è felice per questa grande attenzione rivolta ai propri soci e a tutte le persone con disabilità».

 

«Apprezziamo molto – dichiara Maurizio Ramazzotti presidente del Comitato di Partecipazione dell’Ast di Ascoli – la proficua e continua collaborazione delle Associazioni di Volontariato con la dirigenza della Sanità picena, che sarà foriera di risultati utili per avvicinare sempre di più il cittadino alla struttura sanitaria.

Con l’occasione si ringrazia la direzione per l’attenzione che dimostra quotidianamente verso le istanze presentate dalle associazioni di volontariato che il comitato rappresenta».

 

«Ho potuto apprezzare la fattiva collaborazione con il mondo del volontariato – dichiara la dg di Ast Ascoli Nicoletta Nataliniche in questo territorio è particolarmente attivo e propositivo. Tramite il Comitato di Partecipazione riusciamo a cogliere le esigenze della cittadinanza e, lavorando insieme, a trovare soluzioni condivise in un’ottica di miglioramento continuo dei servizi sanitari. Il documento presentato oggi è un esempio concreto del lavoro fatto insieme e un primo mattoncino nella costruzione di una casa comune».


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