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«Subito un bando “mobilità” per infermieri e oss che vogliono tornare a lavorare nel Piceno»: presidio davanti al “Mazzoni”

ASCOLI - La manifestazione, organizzata dal Nursind per il 22 novembre e che ha raccolto le istanze di un centinaio di professionisti, ha lo scopo di attirare l'attenzione dei vertici dell'Ast sulla problematica. Alcuni di questi lavoratori lavorano già nella Sanità locale con l'istituto del "comando". Altri hanno diritto al ricongiungimento familiare
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Vogliono tornare nel Piceno a lavorare: sono circa un centinaio tra infermieri e oss del territorio, in forza ad altre aziende regionali e non. Chiedono che l’Ast Ascoli emani un bando per la mobilità e per questo domani, 22 novembre, manifesteranno davanti alla sbarra dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli.

 

Il presidio è organizzato dal sindacato Nursind, che ha raccolto le istanze di questi lavoratori, alcuni dei quali sono di ruolo in altre province, ma lavorano nelle strutture del Piceno, attraverso l’istituto del “comando”, che però potrebbe finire da un momento all’altro.

Ci sono mamme di bimbi piccoli e che quindi, in ragione dell’apposita legge, avrebbero diritto a riavvicinarsi “a casa”.

Per tutti, la difficile situazione di essere pendolari e pagarsi un affitto.

 

«Molti di questi professionisti – spiega Maurizio Pelosi, segretario territoriale Nursind – hanno chiesto da anni l’attivazione del bando di mobilità, trovando un sostegno fondamentale da parte del nostro sindacato. Questi lavoratori sono stremati dalla necessità di affrontare costi elevati, come affitti e pedaggi autostradali, per poter proseguire la loro attività lavorativa.

Inoltre, è emerso che circa 10, 15 professionisti hanno ufficialmente richiesto l’immissione in ruolo presso l’AST di Ascoli.

Attualmente inseriti nell’organico dell’Ast grazie all’istituto del comando o del ricongiungimento familiare, questi lavoratori potrebbero essere costretti a ritornare alle loro aziende di appartenenza al termine di tali istituti.

E’ importante sottolineare – continua il sindacalista – che tale procedura non comporterebbe alcun onere economico per l’Ast, poiché questi professionisti sono già presenti nell’organico nella provincia, in cui risiedono. Darebbero anche stabilità lavorativa, perché una volta rientrati, non se ne andranno.

 

Le Aziende Sanitarie Territoriali hanno autonomia giuridica per procedere con la mobilità e l’immissione in ruolo in modo tempestivo.

Auspichiamo che l’amministrazione locale consideri urgente la risoluzione di questa problematica.

Siamo perplessi sul motivo per cui i vertici locali siano indifferenti a questa giusta richiesta dei lavoratori.

Nursind, in collaborazione con tutti i lavoratori, ha programmato l’iniziativa di domani con l’obiettivo di far sentire la voce della categoria». 

m.n.g.


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