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Il “Consorzio di Tutela Vini Piceni” incontra il ministro Lollobrigida: «Occasione importante di confronto»

VINI - Lo dice il presidente Simone Capecci il quale ha ricordato al Ministro che il termine “Montepulciano” in etichetta andrebbe solo a rendere più completa la descrizione delle denominazioni coinvolte, Offida Rosso docg e Rosso Piceno dop, le cui immagini sono note per caratteristiche e peculiarità legate al territorio di origine da cui proviene oltre il 50 % della produzione vitivinicola regionale complessiva. Prossimo step il Vinitaly di Verona dove il Consorzio sarà presente con ben 27 aziende
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Grazie alla vista del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ad Ascoli, il presidente del “Consorzio di Tutela Vini Piceni” Simone Capecci, accompagnato da Marianna Velenosi e Francesca Pantaloni membri del Consiglio d’Amministrazione e dal coordinatore tecnico Armando Falcioni, è stato possibile un breve incontro con lo stesso ministro, omaggiato con una pubblicazione sul vitigno Pecorino in cui si evidenziano le origini picene e la sua importanza nelle denominazioni Docg Offida e Falerio Dop.

«È stato una grande opportunità poter scambiare due battute con il Ministro al quale abbiamo ricordato l’annosa questione dell’indicazione del vitigno “Montepulciano” – dice Capecci – per dare la possibilità ai produttori delle nostre denominazioni di origine, in particolare nel Rosso Piceno dop, il rosso più diffuso delle Marche, e nell’Offida Rosso docg, tutelati da questo Consorzio, di far conoscere realmente la composizione ampelografia delle nostre d.o.

Riteniamo paradossale – aggiunge – che all’atto della descrizione dei vitigni che sono alla base dei nostri disciplinari, dove il Montepulciano può arrivare fino all’85%, dovremmo glissare come generico vitigno a bacca rossa. Tra l’altro la norma ammetterebbe solo una descrizione generica, in maniera discorsiva e senza evidenziazioni di carattere e non campeggerebbe di fianco al nome della denominazione.

Quindi la possibilità di ravvisare concorrenze o confusione è praticamente azzerata ed il tentativo dell’utilizzo del sinonimo “Cordisco”, di cui non si rileva traccia nei nostri disciplinari, alimentando in questo caso solo confusione, appare solo un mortificante palliativo. È stata anche l’occasione per prendere coscienza dei danni subiti dagli attacchi di peronospora che hanno colpito questa fascia dell’areale adriatico e dove gli attuali interventi non sembrano sufficienti, soprattutto per i viticoltori, per rifondere la grave perdita di prodotto.

Con l’occasione – conclude Capecci – vorrei ringraziare la Regione Marche, presente con il governatore Francesco Acquaroli, che con il “Psr misura 3.2” dà la possibilità di fondamentali contributi per la promozione delle nostre denominazioni ed in particolare l’assessore all’agricoltura Andrea Antonini che è stato sempre al nostro fianco per questi due temi fondamentali cari ai nostri produttori. E il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti per averci dato questa opportunità nello scenario unico della Pinacoteca».

Il “Consorzio Vini Piceni” ha ricordato al ministro che il termine “Montepulciano” in etichetta andrebbe solamente a rendere più completa la descrizione delle denominazioni coinvolte, Offida Rosso docg e Rosso Piceno dop, le cui immagini sono comunque note per caratteristiche e peculiarità proprie, legate al territorio di origine, da cui proviene oltre il 50 % della produzione vitivinicola regionale complessiva.

E ha dato appuntamento ai presenti, tra cui anche il sottosegretario dell’Economia e Finanze Lucia Albano, al “Vinitaly” di Verona dove il Consorzio sarà presente alla collettiva Marche e allo stand padiglione 7, con ben 27 aziende.

 

Il Consorzio di Tutela Vini Piceni nasce nel 2002 con l’obiettivo di valorizzare la produzione enologica del Piceno. E’ composto da 56 soci tra aziende agricole e cantine picene per un totale di circa 700 viticoltori coinvolti. Può vantare il vino Docg più diffuso delle Marche, l’Offida, nelle tipologie Pecorino, Passerina e Rosso. Ma anche tre vini doc: il Rosso Piceno (anche nella tipologia Superiore), il rosso maggiormente prodotto nella regione, il Falerio (anche nella tipologia Pecorino) e il Terre di Offida nelle versioni Passerina Spumante e Passito. Nel 2023 sono state circa 7,5 milioni le bottiglie prodotte.

 

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