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Silvia Luzi presenta “Luce” in concorso a Locarno: opera seconda con al centro ancora famiglia e lavoro

ASCOLI - La regista ascolana, in coppia con Luca Bellino, dopo il successo de "Il Cratere", propone un nuovo film che ha come protagonista l'attrice Marianna Fontana. Il Festival in programma dal 7 al 17 agosto e su 17 pellicole selezionate tra il meglio della cinematografia contemporanea, solo due i film di autori italiani. Al centro di “Luce” c’è una giovane donna e una voce al telefono in un sud Italia freddo e montagnoso
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Silvia Luzi e Luca Bellino

di Franco De Marco

Al Locarno Film Festival, che si svolge dal 7 al 17 agosto prossimi, ci sono in concorso solo due film italiani e uno porta la firma della regista ascolana, giornalista ed autrice, Silvia Luzi. Si intitola “Luce” ed è diretto, oltre che da Silvia Luzi, da Luca Bellino, una coppia ben collaudata alla sua opera seconda dopo “Il Cratere” del 2017 che tanto successo ha ottenuto in Italia e all’estero e che ebbe, nell’aprile del 2018,  ad Ascoli una proiezione speciale nel Nuovo Cinema Teatro Piceno con la presenza degli stessi registi.

 

Al concorso internazionale di Locarno, dove vengono proiettati film provenienti da tutto il mondo, ovvero il meglio del panorama cinematografico contemporaneo, partecipato 17 film frutto di una severa selezione. Questa mattina a Locarno si è svolta la presentazione ufficiale del Festival.

 

Al centro di “Luce” c’è una giovane donna e una voce al telefono in un sud Italia freddo e montagnoso. Una linea sottile separa i bisogni dai desideri e l’immaginazione dalla realtà. “Luce” è un gioco di ruoli, è quello che sembra ma è anche il suo contrario. Il film uscirà nelle sale nei prossimi mesi.

 

«In Luce – affermano Luzi e Bellino – siamo tornati ai temi a noi cari come la famiglia e il lavoro provando a non tradire il nostro pensiero sulla realtà e sull’immagine, le nostre convinzioni sui fragili confini tra vero e falso. Volevamo continuare a raccontare il rapporto con il potere, che sia padre o padrone, quel potere che quando è famiglia ti schiaccia e quando è lavoro ti aliena. Abbiamo provato a farlo attraverso il tumulto di una giovane donna in un contesto che la vuole operaia, ignorante, sottoposta, e che la induce a una scelta malsana alla ricerca di un’assenza e di una voce che diventano vita parallela. Forse inventata o forse più vera del vero».

 

Il metodo di lavorazione?

«E’ quello che amiamo – sottolineano i due registi – una sceneggiatura riscritta giorno per giorno, luoghi veri, persone reali, riprese in sequenza, una recitazione che non è più finzione ma messa in scena di se stessi. Luce è un gioco di ruoli, è quello che sembra ma è anche il suo contrario. E’ per noi una storia di pelle, di voci e fatica, dove tutto è reale ma non tutto è vero». 

 

Marianna Fontana

Insomma un altro film di grande impegno, di scavo psicologico nei personaggi immersi in una dura quotidianità. Come per “Il Cratere” la scrittura è originale e particolarmente intensa. Protagonista è l’attrice Marianna Fontana che si è messa in evidenza soprattutto con “Capri Revolution” di Mario Martone, con “Indivisibili” di Edoardo De Angelis e con la serie Romulus di Sky. Il film è una produzione Bokeh Film, Stemal Entertainment con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo, la stessa di Olmi, dei fratelli Taviani e di Gianfranco Rosi, il che dà l’idea della considerazione che Luzi e Bellino hanno saputo conquistarsi. Per l’uscita di “Luce” si è immediatamente creata una grande attesa tra gli addetti ai lavori. Luzi e Bellino sono la garanzia di un cinema originale e vero, duro, che non accarezza certo lo spettatore ma lo mette difronte a realtà che toccano nel profondo dell’animo.

 


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