di Salvatore Mastropietro
A due giorni da Vis Pesaro–Ascoli, Francesco Tomei si presenta in conferenza stampa con il consueto stile diretto, analitico e senza filtri. Il tecnico bianconero affronta subito il tema che sta scuotendo l’intero girone: il caos legato alla situazione societaria del Rimini e alla conseguente esclusione dal campionato di Serie C.

Tomei in panchina per Ascoli-Arezzo (foto Ascoli Calcio)
«Per me è una situazione, tra virgolette, vergognosa» esordisce Tomei. «Qualcuno dice che non cambia nulla, ma per me cambia tutto da un punto di vista sportivo. E oltre alla delusione per vedere una piazza storica ridotta così, resta il fatto che chi doveva controllare non ha controllato. Lo hanno detto in tanti: ci si sente traditi dalle istituzioni. Anche l’Ascoli, come altre squadre, subisce svantaggi da questa situazione. Domani non avremo a disposizione Rizzo: è stato ammonito in quella partita fantasma al “Neri”».
Tomei sottolinea come l’intero torneo sia “falsato”: «Si perde tutti, non c’è nessuno che possa dirsi felice. Chi ha giocato e ha perso ha guadagnato tre punti, chi non ha giocato ne ha presi comunque tre. È una constatazione, non una lamentela. L’unico augurio è che non succeda più: qui ci sono investimenti, sacrifici, lavoro. E quanto accaduto non ha nulla a che fare con lo sport».
Sul campo, la situazione non è delle più semplici. Oltre allo squalificato Rizzo, saranno indisponibili Nicoletti, Del Sole, Chakir e Corazza, che «sta meglio ma è ancora indietro, Chakir invece ha un problema all’adduttore». Tomei conferma che non verranno aggregati ragazzi della Primavera: «Siamo quelli che siamo, andiamo avanti così». Su Menna, probabilmente chiamato a prendere il posto di Rizzo: «Ha esperienza, stiamo valutando. Sono sicuro che chi scenderà in campo si farà trovare pronto».

Stellone ai tempi dell’Ascoli: lunedì non sarà in panchina in quanto squalificato
Sull’avversario di lunedì: «La Vis è una squadra tosta, intensa, in casa non ha mai perso. Viene da risultati importanti, al di là della sconfitta col Perugia. L’abbiamo preparata con la solita attenzione».
Tomei affronta anche qualche possibile errore commesso nel big match contro l’Arezzo, come ad esempio il tempismo sui cambi finito un po’ nel mirino dei tifosi: «Ognuno ha la sua visione del calcio, ed è giusto. Ma noi facciamo valutazioni basate su ciò che sappiamo internamente. Guiebre, per esempio, è entrato bene, ma viene da un mese senza lavoro: rischiare un infortunio sarebbe stato folle. Il calcio è pieno di “senno di poi”».
L’allenatore difende l’identità dell’Ascoli: «Non sono legato ai numeri, ma a una filosofia. Puoi giocare con sette punte o sette difensori: conta come interpreti le situazioni. Noi abbiamo il dominio del gioco e, se non sbaglio, la miglior difesa del campionato. Contro l’Arezzo abbiamo prodotto tanto, loro hanno segnato in due episodi. Non è una sconfitta a farmi cambiare rotta».
Sulla difficoltà realizzativa (5 gol nelle ultime 6 partite): «Dobbiamo essere più cinici e lucidi, soprattutto nell’ultimo passaggio. Ma non cambieremo filosofia: sarebbe sbagliato. I momenti capitano, l’importante è che i ragazzi credano in ciò che facciamo».
Chiosa sull’identità ormai consolidata: «Ad agosto nessuno avrebbe scommesso che saremmo stati terzi, con questo gioco. Siamo partiti dalle macerie, costruendo una squadra in un mese. Abbiamo creato identità e migliorato tanti giocatori. La società ha fatto un grandissimo lavoro: dalle strutture ai servizi, tutto è cresciuto. Ora abbiamo messo le fondamenta: costruire la casa richiede tempo, ma la strada è giusta. I tifosi? Mi auguro di dare loro soddisfazioni. Per noi sono la cosa più importante».
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