
Il carcere di Marino
Un nuovo evento critico si è verificato nella serata di ieri, 5 gennaio, all’interno del reparto Atsm (articolazione per la tutela della salute mentale) della Casa Circondariale di Ascoli Piceno.
Durante una violenta crisi, un detenuto ha tentato di afferrare al collo un agente in servizio attraverso le sbarre della cella, cercando di sbattergli la testa contro il blindato della camera detentiva. L’aggressione è stata evitata solo grazie alla prontezza di riflessi dell’operatore che, tuttavia, ha riportato una ferita alla mano ed è stato costretto a ricorrere alle cure ospedaliere.
La struttura è da tempo al centro delle denunce delle organizzazioni sindacali per le gravi carenze strutturali e organizzative che mettono a rischio la sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria.
Protagonista dell’episodio di ieri è stato un detenuto, noto da mesi per reiterati danneggiamenti ai beni dell’Amministrazione e per numerose aggressioni ai danni degli agenti. Tra i precedenti più gravi si ricorda la frattura del setto nasale provocata a un poliziotto, successivamente sottoposto a intervento maxillo-facciale.

Angelo de Fenza
«Siamo di fronte all’ennesimo episodio che poteva trasformarsi in una tragedia – denuncia il segretario territoriale Uspp Angelo De Fenza – Il reparto Atsm di Ascoli Piceno presenta criticità strutturali e organizzative note da tempo, che continuiamo a segnalare a tutti i livelli, senza ottenere risposte concrete».
L’Uspp esprime «stupore e profonda rabbia» per il permanere delle problematiche, nonostante le iniziative di protesta intraprese già durante l’estate scorsa, che avevano portato all’istituzione di un tavolo tecnico regionale con la Sanità e il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria. «In quella sede – prosegue De Fenza – sembrava finalmente delinearsi una soluzione, con il trasferimento del reparto in una struttura idonea come Ancona Montacuto. Ad oggi, però, tutto è rimasto fermo».
Secondo il sindacato, il reparto Atsm sarebbe stato dichiarato irregolare dalle stesse autorità competenti, senza che si sia proceduto alla sua chiusura. «È inaccettabile mantenere in funzione un reparto irregolare in attesa di tempi tecnici indefiniti – sottolinea De Fenza – Così si mette a rischio non solo la sicurezza degli operatori, ma anche la tutela sanitaria dei detenuti con problematiche psichiatriche».
Nel mirino dell’Uspp anche la mancata movimentazione del detenuto protagonista di numerosi eventi critici. «È incomprensibile – conclude il segretario territoriale – che un soggetto con un simile curriculum di aggressioni non venga trasferito. Ascoli Piceno detiene ormai un triste record per la durata della sua permanenza».
In assenza di risposte immediate, l’Uspp annuncia la ripresa di tutte le iniziative di protesta consentite dalla legge, «a tutela della sicurezza del personale e per il ripristino di condizioni di lavoro dignitose».
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