di Pier Paolo Flammini

Sergio Loggi
Uragano Sergio Loggi. L’ex presidente della Provincia e attuale sindaco di Monteprandone si è legato al dito i risultati delle elezioni provinciali che hanno portato alla vittoria il sindaco di Venarotta Fabio Salvi, eletto dal centrodestra (leggi qui). Non tanto la sconfitta, che, a suo dire, poteva esserci soprattutto per l’assenza dei votanti a San Benedetto, ma per come è arrivata (leggi qui).
«Non siamo di fronte a un semplice malumore o qualche voto mancato. Una parte del centrosinistra ha scelto di votare un candidato del centrodestra. Tante persone e iscritti del Pd mi hanno chiamato e manifestato la delusione per il comportamento del Pd. Quella che abbiamo visto è una delle pagine più brutte nella storia della sinistra picena. Il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, ha parlato in maniera chiara: “Oggi siamo di fronte a un esperimento trasversale e innovativo”. Io credo che invece la provincia abbia assistito a uno dei più grandi inciuci politici. Operazione portata avanti da dirigenti politici e figure istituzionali che hanno scelto di sostenere il candidato del centrodestra».
«La Provincia è una istituzione politica, non si può giocare due partite in contemporanea: contro il centrodestra mentre qualcuno si accorda con il centrodestra, scenario studiato a tavolino all’interno delle segreterie di partito. È mia intenzione informare per iscritto la segreteria nazionale del Pd, è inaccettabile che una provincia sia maltrattata con accordi con la destra, e la segretaria nazionale deve sapere con chi ha a che fare, con persone che non rispettano le regole politiche».

Loggi e Fioravanti
Da Loggi arrivano critiche in particolare al segretario provinciale Francesco Ameli e all’onorevole Augusto Curti: «Le intenzioni erano chiare, il segretario provinciale ha nominato commissario del Pd di Monteprandone un consigliere che è alla mia opposizione e che è nel gruppo col centrodestra, Riccardo Leli. Curti ancora non ha alzato il telefono per chiamarmi, Ameli l’ho chiamato alle 8,45 e non sapeva nulla dei risultati mentre il centrodestra era già a farsi le foto a Palazzo San Filippo. L’unica cosa che ha saputo dirmi è che ad Ascoli i sei votanti del centrosinistra hanno tenuto. Si può perdere ma non è accettabile farlo quando i rappresentanti del Pd votano a destra. I cittadini sono distanti dalla politica e quando non conoscono quello che avviene nelle stanze della politica, questa ha perso. Questi giochi allontanano dalla politica. Io sono entrato nel tritacarne dell’inciucio sinistra-destra in maniera anche inaspettata. Ma sono una persona seria e mi metto a disposizione per un centrosinistra serio».
Confessa il sindaco di Monteprandone: «Negli ultimi giorni avevo capito che qualcosa non andava. Non pensavo così tanto. Qui ci sono persone che hanno tradito il proprio partito, c’è un tradimento fatto a tavolino contro il Pd, e quindi anche tradire chi è iscritto. Non è uno sgarro a Loggi, ma a chi crede nei Dem. Tutto questo perché ho dato sostegno alla coalizione alle Regionali? Io avevo un consigliere comunale candidato col M5S, Antonio Riccio, ma la vendetta politica di qualcuno è stata chiara, ci sono stati accordi di palazzo per vendetta personale. Io non appartengo a questa politica da sciacalli fatta solo di accordi, io non li faccio con nessuno, li faccio solo con i cittadini».

Ameli e Curti
«La strategia per affossarmi è stata condotta nei Comuni più piccoli, i numeri parlano chiaro, il voto è stato stravolto, abbiamo sempre vinto nei Comuni governati dal centrosinistra, stavolta no. A Grottammare in 5 non sono andati al voto. Perché? Non si sa. Non hanno votato e ancora oggi non so perché, ad esempio, Travaglini non è andato al voto» commenta.
«Forse a qualche sindaco dà fastidio che Monteprandone è un Comune virtuoso. A me questa politica fa pena. A San Benedetto farà la stessa fine, e io mi metto in prima fila per far capire che San Benedetto non può finire in mano a un centrosinistra diviso». Per Loggi, anche la caduta anticipata dell’Amministrazione di San Benedetto è stata fatta «scientificamente dal centrodestra per riprendersi la provincia di Ascoli. Stavolta il confronto non è stato leale anche di qualche sindaco. Ho convocato tanti sindaci del centrosinistra a Centobuchi, eravamo in molti, ma alcuni già sapevano il gioco che avrebbero fatto e non mi va bene diventare lo zimbello della politica provinciale per questi giochi sotto banco».
«Quando sono diventato presidente della Provincia non potevamo comprare neanche i sacchetti per tappare le buche sull’asfalto – ha aggiunto – Eravamo in dissesto finanziario e abbiamo messo a posto i conti, ora aspettiamo da ben 8 mesi il nulla osta rispetto al bilancio dell’anno scorso che permetterà alla Provincia di tornare ad agire normalmente. Secondo me tutto fatto a tavolino. Sono molto deluso da Marco Fioravanti: in questi quattro anni abbiamo collaborato per risolvere molti problemi, lui si è fatto subito un selfie con il vincitore e non mi ha chiamato neanche come sindaco di Monteprandone, un Comune importante, col quale collaborare nel rispetto del ruolo dei sindaci».
Provincia, Loggi tradito dai suoi? Spaccature nel centrosinistra














