di Filippo Ferretti
(Video e foto di Filippo Ferretti)
Nonostante la pioggia, che a più riprese ha minacciato l’avvio del Carnevale ascolano 2026, maschere e pubblico non hanno rinunciato a scendere in piazza per il primo weekend di festa, oggi 15 febbraio. In tantissimi hanno preso parte a un appuntamento storico per Ascoli Piceno, dove da sempre spettacolo, ironia e lettura critica della realtà si intrecciano, attingendo a temi di attualità locali e nazionali.

Il patrimonio della cucina italiana
La partecipazione è apparsa quest’anno particolarmente consistente, complice anche la concomitante cancellazione di manifestazioni in centri vicini come San Benedetto del Tronto e Sant’Egidio alla Vibrata, che ha convogliato nel capoluogo piceno nuove presenze.
Gli spazi raccolti del centro storico – ricordiamo che oltre agli ormai “fissi e numerosi” cantieri anche Piazza Arringo è off limits per lavori in corso – hanno amplificato la percezione di una folla ancora più numerosa rispetto al passato.
Numerose macchiette e decine di gruppi hanno dato vita a gag in vernacolo, tra giochi di parole, paradossi ed equivoci, spesso con richiami alla memoria cittadina.

Le commesse della Standa
Nella mattinata, interamente segnata dalla pioggia, hanno spiccato alcuni siparietti particolarmente riusciti: dalle nostalgiche commesse della Standa interpretate con brio da Samanta Guerrieri e Grazia Giovannozzi, allo show travolgente di Flavia Cenciarini nei panni di Fabrizio Corona, affiancata da scatenate “girls” e dall’avvocato impersonato da Giorgio Amodeo. Una performance che ha saputo riprodurre in chiave goliardica e locale il tono provocatorio dell’ex paparazzo milanese, senza risparmiare i personaggi più noti della città.
Non sono mancati altri sketch dedicati alle peculiarità delle “Cento Torri”: dall’omaggio all’anisetta Meletti proposto dal duo guidato da Annalisa Alboini, alla satira ambientata all’ospedale “Mazzoni” grazie all’ironia di Ugo Urriani; dall’ostinato sciatore interpretato da Mauro Gionni, deciso a trovare neve a ogni costo, fino al ritorno immaginario di Elisabetta II nelle sembianze di Luigia Rossi Brunori. Spazio anche alla “Messa in piega” celebrata dal religioso capellone portato in scena da Marco Regnicoli.
Tra i temi più bersagliati dalle mascherate, quelli che hanno segnato il dibattito cittadino negli ultimi mesi: le pietre sconnesse del centro storico, l’attivazione dei varchi elettronici, il mistero del puma di Venarotta, la presenza dei cinghiali in città e la messa in sicurezza del ponte sul fiume Tronto. Un vero e proprio teatro di strada che ha trasformato l’attualità in materia di satira.

Ssa torcia nen se smorcia
Numerosa anche la presenza di bambini, con la partecipazione alla parata persino di una neonata di poche settimane, protagonista dello sketch “Ssa torcia nen se smorcia”. Grande successo per alcune rappresentazioni in postazione fissa, come quella al chiostro di San Francesco del gruppo guidato da Roberto Paoletti, dedicata alle luminarie natalizie cittadine, e l’imponente testa realizzata da Giuseppe Cordivani per la mascherata “Da na recchia gghie entra e da chell’addra gghie esce”, allestita in corso Trento e Trieste.
Il Carnevale tornerà martedì 17 febbraio con una nuova uscita di tutti i gruppi in concorso e con la festa danzante finale nel cuore della città, animata dai “Doctor Village”, subito dopo la proclamazione delle candidature alla vittoria conclusiva.
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