Samb, butta via quei 45 minuti senza senso e riparti: obiettivo salvezza

SERIE C - Valutazioni approfondite dopo la sconfitta di sabato contro la Pianese
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di Pier Paolo Flammini

 

Filippo D’Alesio

Difficile commentare la sconfitta interna della Samb contro la Pianese in quanto diversa dalle numerose e precedenti, soprattutto in casa (ben 6), mentre in trasferta i rossoblù sono stati sconfitti ad Ascoli, Arezzo e Livorno. Solo in quest’ultimo caso disputando una gara al di sotto delle attese, con la giustificazione che alcuni calciatori furono preservati per il derby della settimana successiva e forse la contestazione di molti era già con la testa al Del Duca.

 

Diversa perché seppur già sconfitta 5 volte in casa prima di sabato scorso, e nonostante altri pareggi sia casalinghi che in trasferta deludenti, mai prima dei 45 minuti iniziali di Samb-Pianese i rossoblù erano stati messi sotto dagli avversari. Episodi, un po’ di sfortuna, ma comunque una compattezza, almeno in difesa e a centrocampo, fatto salvi situazioni negative che pur ci possono essere, che avevano fatto ben sperare almeno come orizzonte di medio periodo. Era l’attacco, che non aveva funzionato: infatti solo tre squadre hanno segnato, nel girone, meno della Samb, mentre la difesa ne mette dietro ben dieci. L’arrivo di Lonardo e poi Stoppa e Parigini (oltre Lepri in difesa e in precedenza Piccoli) aveva fatto sperare che la stitichezza del girone di andata stesse per giungere al termine, e come indizio lo 0-2 di Forlì sembrava la rondine che però non ha fatto subito primavera.

 

Capire dunque la battuta di arresto richiede una riflessione accurata, con una mentalità che deve essere propositiva perché, se si evita di ricadere in quell’errore, il futuro può essere, se non roseo, soddisfacente. In caso contrario bisognerà temere il peggio.

 

Partiamo innanzitutto dal motto squadra che vince non si cambia. D’Alesio lo ha disatteso, modificando però un solo elemento: anziché il quasi debuttante Bongelli a centrocampo, Parigini in attacco, giocatore che proprio domenica ha toccato le 300 presenze tra i professionisti. Un cambio non azzardato, che sulla carta ci può stare, pur producendo però due effetti negativi, col senno di poi:

 

1), anziché migliorare il gioco offensivo, lo ha indebolito, perché ha spostato Stoppa più a destra togliendolo dal centro del gioco e dalle vicinanze di Eusepi. Infatti la prestazione del capitano, specie nel primo tempo, è stata la peggiore stagionale (lo stesso dicasi per Candellori). Nella ripresa Stoppa insieme a Eusepi è riuscito invece più volte a far rifiatare la squadra, anche se l’ex Catania non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. Quindi la mossa, all’apparenza assennata per favorire la ricerca del gol che in casa manca dalla partita contro il Pineto, ha insieme indebolito l’attacco e ovviamente il centrocampo. Nella ripresa, tornando a tre centrocampisti centrali e due attaccanti, la Samb non ha demeritato e anzi, fino al gol ospite, ha tenuto il campo meglio dei toscani. Sono dati che vanno considerati per evitare di buttare il bambino con l’acqua sporca;

 

2) la contemporanea presenza di Parigini e Stoppa, dopo la vittoria di Forlì, ha forse fatto pensare all’ambiente che con la Pianese, attraverso il fraseggio e il gioco, ci si sarebbe divertiti. Si è abbandonato il piglio guerriero di questa squadra, retto anche nei momenti bui da Candellori ed Eusepi con l’aggiunta di Dalmazzi e Zini, alla ricerca di un gioco magari più spettacolare per superare il muro difensivo ospite. Invece si è mancati nel punto di forza della grinta, quello che ha consentito di non condannarla a priori anche quando perdeva (Guidonia, Carpi, Vis Pesaro, Ravenna e Forlì sembrano una concatenazione di eventi sfavorevoli difficilmente ripetibile), senza acquisire altri vantaggi. Le seconde palle sono state, nel primo tempo, tutte ospiti, e su una di queste è arrivata l’espulsione di Lepri, seppur da rivedere. La Samb è una squadra di aggressione e ripartenza più che di gestione del possesso. Candellori, Piccoli, Zini e Tosi, per restare al pacchetto mediano dell’ultima partita, sono quattro interditori e persino con l’ingresso di un regista le caratteristiche del centrocampo restano quelle, con Candellori e Piccoli adattissimi al compito di aggredire e inserirsi.

 

Alla luce di questo, alcuni aspetti da valutare:

a) La difesa ha retto bene l’urto nel primo tempo. Senza Dalmazzi in grande spolvero e Lepri e Pezzola all’altezza, la squadra sarebbe affondata. Purtroppo a Carpi mancheranno gli squalificati Lepri e Zini, ma Zoboletti garantisce in quella posizione un rendimento sufficiente e costante.

 

b) Il secondo tempo la Samb è tornata la Samb. Per forza di cose bisogna ripartire dal centrocampo a tre, e da due centravanti.

 

c) L’unica volta che la Samb ha mostrato debolezza è stato a Campobasso: guarda caso quando Palladini, come D’Alesio sabato scorso, sperimentò uno schema di gioco nuovo: Sbaffo dietro Eusepi e Nouahn Touré. Assetto cambiato dopo mezz’ora (si passò al 3-5-2) cosa che diede maggiore equilibrio alla squadra.

 

d) Parigini. L’unico dubbio del calciomercato riguarda il veterano della squadra, non ancora trentenne e che ha lasciato un buon ricordo a Siracusa. Di solito ha giocato esterno d’attacco nel 4-3-3, ma in conferenza stampa in sede di preparazione ha dichiarato di aver svolto anche il compito di quinto di centrocampo, ruolo nel quale lo provò D’Alesio nei primi allenamenti. Di certo come seconda punta Stoppa e lo stesso Lonardo sembrano più adatti per caratteristiche tecniche. Se per D’Alesio in questa fase Parigini non può assolvere il ruolo di esterno di centrocampo a sinistra, l’ex Siracusa dovrà partire in questa fase come rincalzo di lusso, pronto a sostituire uno degli attaccanti o a entrare come terzo attaccante se il risultato lo richiede.

 

e) Carpi diventa fondamentale per D’Alesio, così come per la squadra. Gli emiliani sono la formazione più in crisi del campionato proprio insieme al Forlì, appena 3 punti nelle ultime 7 partite. E si sono privati del loro uomo di riferimento offensivo, Cortesi, ceduto all’Arezzo (segnò il gol della vittoria all’andata a San Benedetto). Attenzione però, perché in casa il Carpi, pur se il pubblico raramente raggiunge le mille unità, ha perso l’ultima contro la Ternana solo per un gol estemporaneo nel finale, e prima ha ottenuto tre pareggi e una vittoria.

 

D’Alesio è stato molto criticato per l’approccio alla gara della squadra, e forse anche lui ha qualche responsabilità. Per lui può essere un momento di crescita: i suoi allenamenti sono oggettivamente serrati, i giocatori gli vogliono bene e lo dimostra l’arrivo a San Benedetto di Lepri e Piccoli, che avrebbero evitato di seguire un allenatore impreparato. Carpi e poi Perugia, le prossime due partite, possono far passare il primo tempo di sabato come un errore di percorso, oppure rischiano di aprire una crisi di difficile risoluzione. Forza.

 

Si deve ripartire dai due punti di vantaggio sul Bra e dagli otto sul Pontedera (ha una partita in meno) perché con un altro punto di distacco dai toscani la Samb, seppur giungesse quartultima, sarebbe comunque esclusa dai play out.



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