Samb-Ascoli: il derby di ritorno visto in tv (Video)

ASCOLI - Vittoria e festeggiamenti intorno al bar Stadio dei tre fratelli Di Cola: santuario bianconero dedicato alla passata grandezza dell’Ascoli. Un tempio della memoria calcistica cittadina
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Una città in festa per la vittoria sulla Samb

 

di Walter Luzi

 

Quasi cento anni di attesa. Quasi cento minuti di sofferenza. Ma poi è notte magica. Quella di Ascoli e dell’Ascoli è chiaro, che esultano sognando l’aggancio all’Arezzo in vetta alla classifica. San Benedetto, e la Sambenedettese, invece, piangono, dopo aver perso due derby (attesi per quarant’anni) su due, e sempre più inguaiati in zona play-out. Ma il calcio è così. Esaltante e crudele al tempo stesso.

 

C’era tutta Ascoli davanti alla tv ieri sera. I bar pieni di tifosi con il cuore al Riviera delle Palme, ribollente, solo di rosso e di blu, in ogni settore. Come già all’andata trasferta proibita, infatti, per le tifoserie ospiti. Una festa dello sport rovinata a metà per garantire, nella maniera più facile, la pubblica sicurezza. Partita lungamente attesa come detto, ma per lunghi tratti, prima della improvvisa fiammata finale, anche parecchio bruttina. «Ma cosa vuoi pretendere. Se giocano in serie C d’altronde – è l’osservazione caustica di un sostenitore stizzito – un motivo ci sarà…».

 

Il match visto al Bar Stadio

L’Ascoli appare ai più troppo lento, troppo prevedibile, persino troppo moscio. I trentuno punti di differenza, come le quattordici posizioni che separano le due squadre in classifica, non si vedono proprio. «Loro sono più incarogniti dei nostri! – impreca un tifoso preoccupatissimo con la sua birra in mano – noi corriamo di meno, e siamo meno determinati, meno cattivi…». Uno smalto che, poi, la Samb andrà progressivamente perdendo. Un altro gli risponde profetico. «Lasciali fare. Vedrai che poi, pian piano, gli facciamo la bua…». Finirà proprio così. Intanto finisce il primo tempo. Qualcuno se la prende anche con l’arbitro. «Fischia troppo poco questo, e i cartellini gialli non li tira fuori mai…».

 

Qualcun’altro impreca contro i commenti del malcapitato telecronista di Sky. La Samba appare più tonica, più determinata. Non impensierisce, anche perché, come noi del resto, non tira quasi mai in porta. «Non vuole perdere nessuno, soprattutto oggi…». Sulla prestazione dell’Ascoli, e sulle preoccupazioni dei tifosi bianconeri sembrano ancora aleggiare i sinistri, mille brutti ricordi, di un secolo senza vittorie in riva all’Adriatico.

 

Di una supremazia rossoblù schiacciante, patita troppo a lungo, soprattutto al vecchio “Ballarin”. Dove riuscire a strappare anche un punto soltanto era impresa al limite dell’impossibile per ogni squadra ospite, prima del compiersi, con l’avvento di Costantino Rozzi e di Carlo Mazzone, del Miracolo Ascoli. Il bar Stadio dei tre fratelli Di Cola è una sorta di santuario dedicato a quella lunga epopea.

 

Un ricchissimo museo bianconero dedicato alla passata grandezza dell’Ascoli. Un tempio della Memoria calcistica cittadina, che per oltre mezzo secolo ha potuto guardare quasi sempre dall’alto delle massime serie professionistiche, il declino, la dimensione dilettantistica, e le ripetute sventure societarie della Sambenedettese. Fino a quest’anno. Quando la festosa sbornia estiva del dopo promozione della Samb è stata smaltita presto dalle ansie per le troppe sconfitte. È una espulsione, come spesso accade, a rompere l’equilibrio nel finale di derby. Il gol di Corazza a pochi minuti dalla fine, allunga la striscia positiva dell’Ascoli, alla quarta vittoria di fila, e quella negativa della Samb, solo due punti raccolti nelle ultime sei gare. «Gooooooooool !».

 

Ad Ascoli, tutti davanti alla tv nel segno dei bianconeri

Un boato arriva al Bar Stadio dal vicino Barretto, dove tanti tifosi stanno anche loro seguendo, reduci dal barbecue di arrosticini, la telecronaca diretta della partita su Rai Sport. Che è, notoriamente, in anticipo di parecchi secondi su quella di Sky. Il tripudio annunciato dall’esultanza liberatrice degli avventori del barretto, mentre su Sky l’azione dal felice finale già svelato è ancora in corso.

 

Un orgasmo collettivo annunciato. Gioia incontenibile per una vittoria arrivata nel modo che più può far male all’avversario meno amato. Bandiere al vento, fuochi d’artificio, fumogeni e clacson spiegati di improvvisati cortei di auto già in marcia verso il Picchio Village. Ad aspettare il ritorno degli eroi dallo stadio Riviera delle Palme. «Grazie ragazzi! Che notte memorabile che ci avete regalato ! ».


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