Pignotti (Forza Italia) risponde a Loggi: «Nessun inciucio, il voto è una valutazione politica»

ASCOLI - Il segretario provinciale del partito di centrodestra risponde alle accuse del presidente uscente: «Nessuna anomalia, ma una convergenza ampia su un progetto alternativo: non sono mancate criticità, ora apriamo una nuova fase per la Provincia»
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«Le dichiarazioni del presidente uscente Sergio Loggi meritano rispetto sul piano personale, ma non possono essere condivise nella lettura politica che viene proposta. Parlare di “inciucio” o di “progetti trasversali” significa non voler riconoscere la natura stessa delle elezioni provinciali (così volute da un Governo di centrosinistra), che sono per definizione un voto politico espresso da amministratori locali chiamati a valutare non solo i rapporti personali, ma soprattutto risultati, metodo e capacità di governo».

 

Valerio Pignotti

Così Valerio Pignotti, segretario provinciale Forza Italia Ascoli Piceno, risponde alle parole di Sergio Loggi, l’ex presidente della Provincia sconfitto al voto da Salvi (centrodestra) e che ha accusato i democratici pieni di aver orientato il voto in accordo con Fioravanti e il centrodestra.

 

«Se una parte degli amministratori, anche provenienti da aree diverse, ha scelto liberamente di sostenere il candidato del centrodestra – sostiene Pignotti – questo non è un fatto anomalo né “grave”, ma un segnale politico chiaro: si è ritenuto necessario aprire una fase nuova per la Provincia di Ascoli Piceno.

 

In questi anni – continua il segretario provinciale di Forza Italia – non sono mancati elementi di criticità che hanno inciso sul giudizio complessivo. Penso, ad esempio, alla gestione del ciclo dei rifiuti, che ha generato più di una difficoltà e tensione tra i territori, così come alla gestione della complessa situazione finanziaria dell’ente: un tema su cui, al di là delle dichiarazioni, molti amministratori avrebbero auspicato maggiore condivisione, chiarezza e coinvolgimento. A questo si aggiunge una vicenda che ha alimentato un evidente cortocircuito politico e istituzionale, come quella relativa allo stipendio del presidente, che ha contribuito a creare una distanza tra le priorità percepite dai cittadini e quelle rappresentate dall’ente.

 

Sergio Loggi

Sostenere che non vi siano mai state contestazioni non equivale a dire che vi fosse piena condivisione: il consenso non si misura solo nell’assenza di critiche formali, ma nella capacità di costruire fiducia reale e duratura tra gli amministratori. Attribuire l’esito del voto esclusivamente a dinamiche interne al centrosinistra rischia di essere una lettura parziale – conclude Pignotti – Il risultato dimostra invece che si è determinata una convergenza ampia su un progetto alternativo, fondato su un diverso metodo di governo e su una maggiore attenzione ai risultati concreti.

 

Da parte nostra non c’è alcuna volontà di alimentare polemiche, ma la determinazione a lavorare con serietà e responsabilità, insieme al nuovo presidente Salvi, per dare risposte efficaci ai territori del Piceno. Le elezioni sono alle spalle: ora conta costruire, con spirito istituzionale, il futuro della Provincia».

 

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