Il centrodestra adesso prende tempo ma qualcuno strizza l’occhio a Mozzoni

SAN BENEDETTO - Verso le elezioni, Fratelli d'Italia rimanda la scelta di un proprio esponente e attende l'arrivo in città di Francesco Acquaroli, ma il rischio è lo scontro con la Lega di Piunti. Ecco allora la seconda carta del "papa straniero", l'albergatore Nicola Mozzoni, che comunque è in campo con o senza centrodestra
...

 

L’ex consigliere comunale Gianni Balloni (FdI)

Doveva essere il giorno – anzi la sera – in cui Fratelli d’Italia proponeva un proprio candidato sindaco per la corsa al Comune di San Benedetto. Il ventaglio dei nomi offriva la scelta tra il favorito Gianni Balloni, Giuseppe Formentini, Gigi Cava e Pierluigi Tassotti. Il nome però non c’è, ufficialmente in attesa della discesa a San Benedetto, nei prossimi giorni, del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, impegnato per la campagna referendaria, con il quale si terrà un incontro che possa essere risolutore.

 

E così gli alleati del centrodestra, più la Lega – che ha proposto l’ex sindaco Pasqualino Piunti e l’ex consigliere Lorenzo Marinangeli – che Forza Italia, attendono ancora la mossa del principale partito della coalizione.

 

La scarsa fretta a indicare un proprio esponete quando si è ben oltre i tempi inizialmente previsti, denota che si vuole evitare la frattura con la Lega e Pasqualino Piunti in particolare, il quale medita la rivincita rispetto al 2021, quando venne battuto clamorosamente al ballottaggio in forza della convergenza di tutte le opposizioni sul nome di Spazzafumo. Dunque va bene la mediazione di Acquaroli ma non si vuole bruciare un proprio rappresentante al tavolo della coalizione.

 

Nicola Mozzoni

Ecco allora la seconda ipotesi di “papa straniero“, dopo quella del presidente della Banca del Piceno Sandro Donati, poi affossata la scorsa settimana dai mal di pancia leghisti. In campo, stavolta con o senza centrodestra, c’è Nicola Mozzoni, presidente dell’Assoalbergatori. Vicino a lui Simone Ferraioli, presidente di Confindustria Ascoli Piceno. Se il centrodestra confluisse su Mozzoni in maniera compatta, non ci sarebbero le tensioni che rischiano di aprirsi con un nome interno. Se, certo, è una premessa ipotetica.

 

Perché a San Benedetto il centrodestra – e non solo, ma in questo momento è la coalizione di maggioranza in Italia e nelle Marche – non si gioca soltanto il nome del prossimo sindaco, ma anche lo scacchiere più ambito (e popoloso) per le elezioni politiche del 2027. E nel centrodestra i due king maker sono Guido Castelli, attuale commissario straordinario della ricostruzione, e Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli. Un sindaco e una maggioranza più o meno amichevole rispetto a uno dei due principali e potenziali contendenti al seggio in Parlamento è un elemento non trascurabile.

 

In questo puzzle intricato, ad esempio Mozzoni ha fatto più volte riferimento a considerare la gestione Fioravanti un esempio per come guidare un Comune, mentre Ferraioli è da alcuni considerato più vicino a Castelli e infine la Lega, in particolar modo Marinangeli, ha dichiarato di volere un candidato sindaco che non sia espressione di volontà ascolane (lo stesso Marinangeli non preclude l’eventuale appoggio a  Mozzoni proprio in ottica “sambenedettesità“). Bisognerà però vedere se Piunti si accontenterà di tirare l’acqua al mulino altrui o andrà avanti da solo nel caso il resto della coalizione scelga altro nome.

 

T.R.

 

 



Articoli correlati


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X