Perché dopo ben 37 anni dalla sua morte, senza nessuna convocazione, una cinquantina di fermani si sono ritrovati, anche quest’anno, a Massignano presso la tomba di don Celso Giardinà?
«È una dimostrazione che l’opera sacerdotale ed umana di questo personaggio storico per la città di Fermo ha lasciato una traccia indelebile nei cuori di quelli che all’epoca erano i giovani del Ricreatorio San Carlo» la loro risposta.
Domenica scorsa, così come tutte le Domeniche delle Palme, “i Ragazzi di don Celso” hanno rinnovato questa tradizione e così, dopo i saluti e gli abbracci tra i convenuti, dopo il coinvolgente momento di preghiera e raccoglimento, la comitiva si è spostata in una vicina struttura per gustare lo squaglio di cioccolato con il maritozzo, ricordando l’omaggio che don Celso faceva a tutti i suoi ragazzi che avevano partecipato alla Messa nella Cappellina del San Carlo.
«Non è possibile – aggiungono – dimenticare una figura importante come don Celso» e, seppur la società sia cambiata notevolmente, “i ragazzi di Don Celso” sentono «la sua mancanza» e sperano che «i giovani d’oggi possano trovare un amico, una guida spirituale paragonabile a don Ce’».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati