
Corazza esulta ad Arezzo e viene portato in trionfo dai compagni (fonte Instagram @ascolicalcio1898fc, video di @vanraz_)
di Andrea Pietrzela
Tutti pazzi per Simone Corazza. In città i tifosi bianconeri parlano solo di lui, mentre si rincorrono sui social i video del calcio di rigore (anche al rallentatore) che ha steso l’Arezzo a tempo scaduto, con in sottofondo canzoni romantiche come quelle di Elisa o Tommaso Paradiso. L’attaccante, insomma, ha conquistato il cuore di tutti, nonostante i soli tre centri in campionato. Nel calcio, però, c’è anche chi dice che i gol non si contano, ma si pesano. E gli ultimi due gol di Simone Corazza sono stati pesantissimi.

La rete contro la Samb
L’attaccante 35enne dell’Ascoli, dopo le 11 reti dello scorso anno (e le 11 di quello prima ancora, a Cesena), stavolta ha iniziato la stagione in salita vedendosi sorpassato nelle gerarchie prima da Chakir e poi da Gori, diventando di fatto la terza scelta per il ruolo di unica punta nel 4-2-3-1 di Tomei. Il risultato? Finora Corazza ha giocato soltanto il 5% dei minuti stagionali disponibili, spezzettati in otto presenze. Tre minuti contro la Samb e nove contro l’Arezzo. Ma tanto gli è bastato per risultare decisivo e diventare l’eroe di un popolo intero.
DUE MACIGNI – Dopo il centro in coppa nella primissima partita stagionale a Pineto (17 agosto) e la prima firma in campionato nel 5-0 al Pontedera, Corazza ha regalato al Picchio, al minuto 89, tre punti pesantissimi in casa della Samb, in un derby che definire “sentito” è un eufemismo e che è valso all’Ascoli la quarta vittoria di fila, fondamentale per continuare la rincorsa in classifica. La maglia bianconera “Corazza 0-1”, in città, è già un cimelio.
Il secondo grido di gioia, ancor più decisivo, è arrivato in casa dell’Arezzo capolista e nella partita che valeva una stagione intera. “Il Joker” prima si è guadagnato il calcio di rigore all’ultima azione, poi si è preso la responsabilità di andarlo a calciare al minuto 90+11 trasformandolo all’angolino alto, con una sicurezza disarmante.
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LA STAGIONE DI CORAZZA – Prima della partita al “Riviera delle Palme”, Corazza era sceso in campo l’ultima volta quasi un mese prima, al Del Duca contro la Torres, per 3 minuti: assalto finale vano in quell’occasione (2-2 finale). Prima ancora 1 minuto contro il Campobasso, a fine dicembre. Poi per rivedere Corazza in campo si deve riavvolgere il nastro addirittura fino ad ottobre, nella gara del gol al Pontedera. C’erano già state la mezz’ora scarsa col Bra (entrato sul 4-0), i 22′ a Terni e i 90′ della prima giornata, l’unica gara per intero, contro la Pianese.
“IL MANIFESTO DEL GRUPPO” – Tomei, nel frattempo, lo ha sempre difeso, consapevole delle sue doti in area di rigore, nonostante il poco spazio concesso. Aveva ragione. Nonostante non sia facile, per un calciatore, vedere pochissimo il campo ma farsi trovare pronto quando serve. Corazza ci è riuscito con una professionalità esemplare, senza mai una parola fuori posto e timbrando il cartellino nei momenti più complicati. «Sta diventando un jolly, si allena bene ed è il manifesto di tutto il gruppo», lo ha elogiato il mister dopo l’Arezzo.
Corazza insomma, da terza scelta iniziale, è diventato l’uomo del destino – regalando all’Ascoli 6 punti pesantissimi – nonché trascinatore della squadra: «Ora giù la testa e spingiamo sull’acceleratore», il suo diktat dal “Città di Arezzo”. Che fa eco alle parole di Tomei alla squadra dopo il triplice fischio contro gli amaranto: «Andiamo a vincere il campionato». E con un jolly in più come Corazza, adesso niente, per gli ascolani, sembra davvero impossibile.
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