Sgombero dei senzatetto, Benigni scrive a monsignor Palmieri: «Ci aiuti a essere più umani»

SAN BENEDETTO - L'accorata missiva del democrat all'arcivescovo: «Non basta togliere dalla vista di “noi uomini per bene” i miseri, i derelitti, per far finta di aver risolto la miseria, la bruttezza, la malattia»
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di Giuseppe Di Marco

 

Il “caso” della Madonna del Suffragio, con lo sgombero del sagrato dai senzatetto, ha destato l’interesse e soprattutto le reazioni della politica. A dire la sua è anche Claudio Benigni, già segretario comunale del Pd. Il democrat, tramite lettera aperta, si rivolge all’arcivescovo Gianpiero Palmieri, chiedendogli di ricordare e rafforzare il senso di accoglienza che una comunità come quella sambenedettese dovrebbe avere verso chi non ha nulla.

 

«Scrivo a Lei – recita la missiva – che rappresenta la parola del Vangelo nella mia città. Le scrivo perché so di parlare ad un animo che conosce bene le miserie, le difficoltà, le speranze degli uomini. Le scrivo perché la Chiesa che Lei rappresenta nella nostra comunità, è sempre stata a fianco degli ultimi, degli esclusi, degli oppressi, degli affamati. Le scrivo perché la Chiesa si oppone all’effimero, alla vuota forma, all’apparire, alla cultura dell’immagine, all’individualismo, ad una società sempre meno etica e sempre più mercantile. Le scrivo perché oggi è la Pasqua di Resurrezione che è amore, speranza, rinascita in un potente invito ad aprire il cuore per ritrovare un legame profondo con il mondo e gli altri».

 

Continua Benigni: «Ho apprezzato il severo e giusto intervento dell’Ente diocesano sul tema dell’accoglienza. Considerazioni non legate agli ultimi fatti di cronaca (che di seguito comunque riassumo) ma le parole esternate dalla Caritas Diocesana di San Benedetto del Tronto relative alla questione dell’accoglienza e del sostegno verso le persone senza fissa dimora, ci hanno indotto tutti ad una doverosa riflessione sulla situazione ritenuta una vera e propria emergenza sociale, soprattutto in alcune specifiche aree della città. All’origine due distinti episodi, accade tra Ponterotto e Porto d’Ascoli, dove in coincidenza della vigilia della Pasqua viene dapprima liberata dai senzatetto l’area della chiesa Madonna del Suffragio, da tempo indicata come punto critico, a cui sono seguite denunce da quel di Porto d’Ascoli per altre presenze indesiderate di fronte alla piazza Cristo Re.

 

Il dem cita uno stralcio della lettera pasquale della Caritas, consultabile per intero sul sito della Fondazione Caritas San Benedetto ets: «“Se qualcuno comunica la presenza di cani randagi, scatta subito la gara di solidarietà. Intervengono associazioni, guardie zoofile e vigili e si trova immediatamente un posto sicuro per loro. E giustamente. Ma quando si segnala che ci sono persone che dormono per strada, gli unici a muoversi sono spesso i ‘difensori del decoro urbano'”. Ecco, voglio tornare a riflettere su quanto questa scelta di “trasferimento di materiale umano” riconduca a quella cultura massificata e contraria allo spirito di vicinanza, di condivisione, di solidarietà e di fratellanza che Lei incarna.

 

Benigni fa presente che «la legalità, un principio prioritario che va riaffermato sempre e dovunque in una società civile, non può essere confuso e sostituito dall’intolleranza verso i più fragili che sono i primi ad aver bisogno della sicurezza. Garantire la sicurezza è compito dello Stato. Un conto è l’essere delinquenti ed un conto è l’essere poveri. Possiamo allontanare i poveri dal sagrato delle chiese, dai marciapiedi, dagli angoli delle strade avvalendoci di provvedimenti normativi, possiamo allontanare i tossicodipendenti, ragazzi solitari e ribelli dall’ospedale, possiamo renderli invisibili, ma Lei sa bene che la tragedia della povertà e della tossicodipendenza continuerà a devastare la vita di tante famiglie, di tanti figli che hanno un volto, un sorriso, un corpo. Figli che hanno diritto ad un’esistenza, all’ assistenza, alla dignità. Non basta togliere dalla vista di “noi uomini per bene” i miseri, i derelitti, per far finta di aver risolto la miseria, la bruttezza, la malattia. Il mondo non è quello dei cartelloni pubblicitari con uomini e donne belli sani, forti, sorridenti e giovani, ma è quello fatto di malati, di deboli, di poveri, di disgraziati».

 

Conclude l’ex segretario: «Allora Eccellenza…con la forza della fede, delle parole del Vangelo che vuole Gesù vicino agli ultimi, parli ai suoi concittadini, a tutti gli uomini e donne di buon cuore, a chi punta il dito. Li inviti a stare dalla parte di chi ha bisogno, dobbiamo sentirci tutti responsabili degli effetti delle nostre azioni e anche dei nostri silenzi. Costruiamo una comunità sui percorsi di dedizione, di affetto, di comprensione, di amore che sono le uniche ragioni per le quali siamo nati».

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