Un momento di raccoglimento che si intreccia con le preoccupazioni del presente. A San Benedetto, in occasione delle celebrazioni dedicate a San Francesco da Paola, patrono dei marittimi, la comunità dei pescatori si è ritrovata per rinnovare una tradizione sentita, ma anche per lanciare un messaggio chiaro: fermare la guerra e alleggerire il peso delle difficoltà economiche.
Nel giardino dell’Associazione pescatori sambenedettesi si è svolta la funzione religiosa presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri, affiancato dal vicario generale don Patrizio Spina, da don Giuseppe Giudici — direttore dell’ufficio diocesano per l’Apostolato del mare — e da monsignor Federico Pompei. Presenti anche rappresentanti della marineria locale con le loro famiglie, insieme a una delegazione dell’Anmi e alle istituzioni cittadine: per il Comune la commissaria prefettizia Rita Stentella, mentre la Capitaneria di porto era rappresentata dal comandante in seconda Francesco Sangermano.
Proprio don Giudici ha dato voce alle preoccupazioni del settore: «Il caro-gasolio sta avendo conseguenze sempre più pesanti anche per la nostra marineria. La nostra supplica è che questo conflitto termini al più presto; in prima battuta per i morti che causa e poi per i gravi disagi, sia sociali sia economici». Un riferimento diretto alle tensioni internazionali, con i venti di guerra che soffiano dall’Iran e che rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già complessa.
La cerimonia, carica di emozione, ha visto il ricordo dei pescatori scomparsi durante il lavoro e la tradizionale benedizione del mare impartita dal vescovo. Non è mancato uno dei momenti più attesi: il passaggio del palio della “Madonna della Marina”, ceduto quest’anno dal motopesca “Nicola Andrea” al “Gold Roger”.
La giornata si è poi conclusa con un momento conviviale nei locali dell’associazione guidata dal presidente Michele Del Zompo, a suggellare un legame comunitario che affonda le radici nel tempo. Va detto che, per il secondo anno consecutivo, le celebrazioni non si sono svolte nella loro cornice naturale. Ossia “Casa San Francesco”: spazio incastonato sulle colline di Grottammare. Un’area che, attualmente, sarebbe ancora impraticabile, per il protrarsi di alcuni intervento di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria.
In ogni modo, gli organizzatori sono soddisfatti, poiché l’attuale spazio dove si celebra San Francesco (in pieno centro città) è più facilmente raggiungibile, in particolare per le tante persone anziane che rappresentano lo “zoccolo duro” della fede popolare.
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