Ascoli, Tomei: «Il Forlì gioca a calcio. Lo spirito è quello giusto, ma manteniamo i piedi per terra»

SERIE C - Il tecnico bianconero presenta la trasferta del "Morgagni": rosa al completo, gruppo sereno e un avvertimento per tutti alla massima attenzione. Arbitro: designato Di Loreto di Terni
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di Salvatore Mastropietro

 

Mancano due giorni al “Morgagni” e in città salgono la tensione e l’entusiasmo delle grandi occasioni. Sabato 11 aprile (ore 17:30), il Picchio affronta il primo degli ultimi tre appuntamenti che decideranno le sorti della promozione diretta: di fronte c’è un Forlì che in casa non perde da metà gennaio, che gioca a calcio con una identità precisa e che non si presterà al ruolo di comparsa. L’andata aveva detto Ascoli con piena autorità, 3-0 firmato da Gori e D’Uffizi. Adesso il contesto è radicalmente diverso: Arezzo e Ascoli sono appaiate a 71 punti e ogni scivolone potrebbe essere fatale. Il Picchio lo sa e lo sanno anche gli 800 tifosi bianconeri che hanno già preso d’assalto il settore ospiti del Morgagni in meno di mezz’ora.

 

Mister Tomei sotto la curva al termine di Ascoli-Vis Pesaro (foto Ascoli Calcio)

A due giorni dalla trasferta di Forlì, mister Francesco Tomei ha incontrato la stampa al “Picchio Village” per presentare il match: «I ragazzi stanno tutti bene e questo sicuramente è fondamentale. Avere la rosa al completo sia mentalmente che fisicamente è un grande vantaggio, perché permette di attingere a tutte le risorse necessarie in questo momento del campionato».

 

Si parla poi dell’avversario: «Il Forlì è una delle squadre che secondo me gioca a calcio. È una squadra giovane che non ha troppe remore; sarà una partita molto dinamica dove dovremo essere umili e molto attenti in entrambe le fasi di gioco, perché possono farti male in qualsiasi momento».

 

C’è spazio anche per una parentesi più leggera: l’esultanza liberatoria al gol del 2-1 contro la Vis Pesaro aveva sorpreso tutti, Tomei compreso. «A livello cardiaco tutto a posto… Rivedendo le immagini mi sono reso conto dell’esultanza, ma è stata una cosa istintiva dovuta al pathos della partita. Spero che i ragazzi ci facciano esultare un attimino prima e non proprio alla fine, perché veramente le coronarie sono a dura prova».

 

Si cercano anche i margini di miglioramento: contro la Vis Pesaro i difensori hanno sofferto la fisicità degli attaccanti avversari, e a Forlì ci sarà Trombetta, centravanti di struttura. «Tutto si può migliorare, ma Curado e Nicoletti sono stati bravi contro avversari esperti che fanno della forza fisica il loro punto forte. Non puoi vincere tutti i duelli, è fisiologico, ma mi è piaciuto che siano rimasti sempre concentrati anche in seconda battuta».

 

Sul contributo di tutto il gruppo in questa parte di stagione: «Il nostro obiettivo è sempre stato cercare di tenere tutti dentro e partecipi. Chiunque entra aggiunge qualcosa, come visto con Chakir e Milanese sabato scorso. I ragazzi sono maturati e sono diventati uomini: hanno un rispetto massimo tra di loro che facilita il mio lavoro. Questa alta intensità che abbiamo negli allenamenti la ritroviamo la domenica, e molto dipende da chi gioca meno».

 

Con tre partite alla fine e una posta in palio altissima, la domanda sulla gestione della pressione è inevitabile: «Sotto questo punto di vista ho vita facile. I ragazzi stanno talmente bene insieme che tutto scorre serenamente; scherzano e si prendono in giro, ed è questo il loro segreto. Devono continuare a fare quello che hanno fatto finora: divertirsi. Hanno 20 anni ed è giusto che si godano i loro 20 anni. La musica nello spogliatoio? Sempre peggio! Io sono un po’ “boomer”, la loro musica non è che la capisca tanto. Chiudo la porta del mio ufficio, ma fanno bene a rilassarsi con la musica; è un’ottima terapia per allentare le tensioni».

 

Un pensiero va anche alla Ternana e alla delicata situazione societaria che pesa sull’intero campionato: «È un dispiacere per i tesserati e per una città con una grande tradizione calcistica. Mi auguro che non influisca sotto l’aspetto sportivo e che possano ritrovare presto la serenità».

 

Andrea Franzolini ai tempi della Primavera bianconera (foto Ascoli Calcio)

Nel Forlì uno degli elementi di spicco è un ex bianconero come Andrea Franzolini: «Conosciamo le sue caratteristiche e sappiamo che è temibile sotto porta. Cercheremo di limitare le sue potenzialità».

 

Tomei glissa, invece, sulle dichiarazioni rilasciate in settimana dal patron dell’Arezzo Manzo: «Non mi inserisco in discorsi altrui, ognuno deve guardare a casa sua. Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi; per noi sono i migliori, lavorano h24 per migliorarsi e questo è il nostro unico obiettivo».

 

Chiusura affidata a un tema che scalda il cuore della città: molti protagonisti dell’Ascoli dei “Diabolici” vedono in questa squadra le stesse atmosfere di quel gruppo leggendario. «Fa piacere, sono considerazioni di uomini che hanno vissuto questa realtà. Quello che ci accomuna è il senso di appartenenza e l’empatia che si è creata con la città». Tuttavia, il tecnico vuole spegnere subito qualsiasi euforia prematura: «Piedi per terra, massima umiltà. Nel calcio dalla festa alla tragedia il passo è breve. Bisogna restare concentrati solo sul Forlì».

 

ARBITRO – Marco Di Loreto della sezione di Terni è l’arbitro designato per dirigere Forlì-Ascoli. Per il fischietto umbro si tratta del secondo precedente con l’Ascoli dopo quello della scorsa stagione in Coppa contro l’Arezzo e quello di quest’anno, poi di fatto vanificato, in casa del Rimini. Gli assistenti sono Federico Linari di Firenze e Vincenzo Russo di Nichelino. Quarto Ufficiale Edoardo Gianquinto di Parma, operatore FVS Alfonsorocco Rosania di Finale Emilia.


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