Marzo “bagnato”: nel Piceno piogge sopra la media

CLIMA - L’ultimo report agrometeo regionale fa il punto sul mese scorso. Protagoniste le precipitazioni: +28% a marzo e +36% nel trimestre. Nel territorio ascolano campi ben irrigati, ma resta l’ombra di un clima sempre più instabile
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Un marzo decisamente generoso in termini di pioggia. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’ultima analisi climatica elaborata dall’Amap, con riflessi evidenti anche sulla provincia di Ascoli, dove l’inizio del 2026 si conferma tra i più “umidi” degli ultimi anni.

 

Dopo un febbraio insolitamente caldo, marzo ha riportato la situazione su binari più consueti: la temperatura media regionale si è attestata a 9,2°C, appena +0,2°C rispetto alla media storica 1991-2020. Un equilibrio solo apparente, perché se si allarga lo sguardo ai primi tre mesi dell’anno, il dato torna a salire: +1,3°C rispetto alla norma.

 

Tanta pioggia lo scorso mese

Nel Piceno, questo si traduce in un inverno che, pur senza eccessi nell’ultimo mese, conferma una tendenza più calda del solito. Un elemento che agricoltori e operatori del territorio osservano con crescente attenzione. Ma è soprattutto la pioggia a prendersi la scena. Marzo si chiude con 95 millimetri medi, un dato superiore del 28% rispetto alla norma. E il trimestre gennaio-marzo fa ancora di più: 259 millimetri complessivi, contro i 191 della media storica, pari a un incremento del 36%.

 

Numeri che nel territorio ascolano significano terreni ben idratati, invasi che tirano il fiato e una partenza dell’anno agricolo sotto auspici favorevoli. Ma non mancano le criticità: precipitazioni frequenti e concentrate possono mettere sotto stress suoli e infrastrutture, soprattutto nelle aree più fragili.

 

Lo sguardo di lungo periodo, poi, racconta una storia ormai nota: negli ultimi 12 mesi la temperatura resta superiore alla norma (+0,8°C), inserendosi tra i periodi più caldi registrati. E, dato ancora più significativo, da oltre dodici anni (147 mesi consecutivi) le temperature medie non scendono mai sotto i valori storici.

 

Tradotto: anche quando il clima sembra “normale”, come a marzo, lo è su una base che normale non è più. Nel Piceno, dunque, il 2026 parte con una doppia lettura: da un lato l’acqua, che torna a essere risorsa preziosa; dall’altro una tendenza climatica che continua a cambiare pelle, mese dopo mese.


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