Scogli, tuffi e vandalismi: l’altra faccia dell’estate sulla Riviera

SAN BENEDETTO - Il soccorso a un ragazzo ferito mentre camminava sugli scogli (cosa teoricamente proibita) riaccende il dibattito sui comportamenti vietati in spiaggia. Dalla foce dell’Albula arriva anche il caso di un cartello divelto dalla spiaggia e trascinato a forza fin sulla barriera frangiflutti
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Un infortunio sugli scogli riporta l’attenzione sulla sicurezza in mare e sul rispetto delle regole durante la stagione balneare. Nei giorni scorsi, infatti, un ragazzo si è procurato una profonda ferita alla caviglia mentre camminava sulle barriere frangiflutti nei pressi della foce dell’Albula, venendo poi soccorso da Dario Kercucu, uno dei baywatch più conosciuti della Riviera.

 

L’episodio riapre il tema dei comportamenti a rischio che, soprattutto nei tratti più frequentati del litorale, continuano a verificarsi nonostante i divieti. Salire e sostare sui frangiflutti, infatti, è vietato dall’ordinanza di sicurezza balneare 2026 della Capitaneria di porto, così come è proibito tuffarsi dalle scogliere artificiali.

 

I bagnini quotidianamente cercano di prevenire situazioni potenzialmente pericolose, ma il controllo resta complesso e spesso deve fare i conti con l’imprudenza di alcuni frequentatori della spiaggia.

 

Il baywatch Kercuku trasporta verso riva il ragazzo ferito sulla scogliera

A complicare il quadro si aggiungono anche episodi di vandalismo. Sempre nella zona dell’Albula, un cartello informativo è stato divelto dalla sabbia e successivamente trasportato fino agli scogli, dove è stato incastrato tra i massi. Un gesto tutt’altro che casuale: chi lo ha compiuto ha dovuto attraversare un tratto di mare portando con sé un manufatto sostenuto da un pesante palo di ferro. L’episodio, avvenuto probabilmente durante la notte e forse agevolato dalla bassa marea, riaccende i riflettori sulle condizioni delle spiagge nelle ore notturne.

 

Il problema riguarda soprattutto i tratti di arenile libero, spesso meno illuminati e più difficili da monitorare. Spazi che, in alcuni momenti della notte, rischiano di trasformarsi in zone senza controllo, frequentate da gruppi di giovani anche al termine di serate caratterizzate dall’abuso di alcol.

 

San Benedetto, in passato, aveva già introdotto un divieto di accesso notturno alle spiagge, ma si trattava di una misura straordinaria legata all’emergenza Covid e che, anche qualora venisse riproposta, presenterebbe comunque difficoltà di applicazione.

 

Il tema del rispetto delle regole riguarda però anche la vita quotidiana sul litorale. Il “Regolamento sull’utilizzazione del litorale marittimo per finalità turistiche e ricreative” del Comune prevede una serie di limitazioni che, spesso, restano solo sulla carta. Tra queste il divieto di praticare giochi come pallone, racchettoni, pallavolo o bocce al di fuori degli spazi autorizzati, oltre al divieto di utilizzare apparecchi sonori tra le 13 e le 16, fascia oraria nella quale radio e strumenti musicali dovrebbero restare spenti.

 

Nel tondo rosso: il cartello informativo sradicato dalla sabbia e trasportato fino agli scogli

Regole pensate per garantire sicurezza e convivenza, ma che ogni estate tornano a fare i conti con comportamenti difficili da arginare.


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