L’intitolazione di una strada ai Maestri del Lavoro doveva essere il momento centrale della mattinata. E lo è stata. Ma a contendersi la scena è stato anche il sole cocente che, con una temperatura ben oltre i 35 gradi e l’orologio fermo sulle 12, ha costretto autorità e cittadini a ingegnarsi per trovare un po’ d’ombra, vista la mancanza di alberi lungo la strada.
Parasole aperti, qualcuno rifugiato sotto gli alberi degli orti vicini, altri in cerca di qualsiasi riparo disponibile: la scelta dell’orario, inevitabilmente, ha suscitato più di un commento tra i presenti.
Oggi, sabato 27 giugno, il Comune di Colli del Tronto ha intitolato la strada del nuovo sottopasso carrabile ai Maestri del Lavoro, rendendo omaggio a coloro che hanno fatto della professionalità, della dedizione e del senso del dovere un esempio per l’intera comunità.
La via interessata è quella che conduce al nuovo sottopasso inaugurato nel gennaio scorso, oggi uno dei principali accessi al paese. Una scelta dal forte valore simbolico: affidare il nome dei Maestri del Lavoro a un luogo di passaggio significa indicare alle future generazioni una direzione fatta di impegno, competenza e responsabilità.
Alla cerimonia hanno partecipato i Maestri del Lavoro di Colli del Tronto e della provincia, il Console dei Maestri del Lavoro di Ascoli Piceno e Fermo Giorgio Fiori, il sindaco Luca Morganti, l’assessore alla Cultura Emanuele Di Silvestro, il consigliere regionale Andrea Cardilli, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni: il colonnello Domenico Barone, comandante provinciale dei Carabinieri, il capo di Gabinetto della Prefettura Francesco Magni, il comandante della Stazione Carabinieri di Castel di Lama Massimo Fabiani, il comandante della Polizia Locale Guido Mancinelli e Don Freddy.
«Come amministrazione possiamo dire con certezza che questo paese è e sarà sempre orgoglioso di avere come concittadini una nutrita rappresentanza di Maestri del Lavoro», ha dichiarato il sindaco Morganti.
Il titolo di Maestro del Lavoro, conferito dal Presidente della Repubblica, rappresenta una delle più alte onorificenze civili italiane e premia non solo la lunga attività professionale, ma soprattutto l’esempio offerto attraverso il lavoro.
Nel suo intervento conclusivo il sindaco ha sottolineato il significato dell’iniziativa: «Ci piace pensare che questa strada non indichi soltanto una direzione geografica, ma anche una direzione ideale: quella dell’impegno, della serietà, della responsabilità e del lavoro come valore fondante della nostra Repubblica».
Un messaggio accolto con convinzione dai presenti. Se la scelta del luogo è apparsa perfettamente coerente con il valore dell’iniziativa, quella dell’orario ha lasciato qualche interrogativo: in giornate di caldo estremo, forse, anche il buon senso merita un posto nel protocollo.
















