Una criticità presente in città dodici mesi l’anno, che in estate assume i contorni dell’emergenza. E’ quella della sosta selvaggia. Negli ultimi giorni lungo la Riviera si sono registrati episodi eclatanti, come quello di un grosso Suv posteggiato il “bella-mostra” nel bel mezzo di un’aiuola del lungomare Nord. Ormai un classico le auto posteggiate alla rinfusa all’incrocio tra le vie Calatafimi e Roma: intoppo che genera particolari problemi per i movimenti degli autobus. Una situazione simile si è ripetuta proprio nel tardo pomeriggio di sabato 11 luglio (foto in fondo al servizio) con una grossa auto lasciata proprio sull’incrocio tra le vie Roma e San Martino. Risultato? Bus impossibilitati a curvare, traffico bloccato e intervento della polizia municipale. Insomma: una giungla.
Senza dire delle auto lasciate sui marciapiedi, che non consentono di transitare in sicurezza ai pedoni, a svantaggio soprattutto delle persone più fragili, come anziani o disabili: costretti a scendere in strada, a stretto contatto col traffico e col continuo rischio di finire investiti.
Il tema, tra i più scottanti per la mobilità urbana, viene affrontato dal nuovo Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, recentemente approvato dal Comune.
Più che un problema di decoro o di disciplina stradale, la sosta irregolare viene indicata dal nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile come una delle principali criticità che incidono sulla qualità della vita urbana. Il documento, che traccia le linee guida della mobilità sambenedettese fino al 2035, cambia infatti il punto di vista: le auto lasciate sui marciapiedi, in prossimità degli attraversamenti o in altri punti critici non rappresentano soltanto un’infrazione al Codice della strada, ma finiscono per compromettere la sicurezza degli utenti più vulnerabili e la fruibilità degli spazi pubblici.
Nella fotografia dello stato attuale della città, il PUMS individua tra le principali criticità proprio lo “spazio pubblico squilibrato”, caratterizzato dalla presenza di veicoli in sosta nei punti più delicati della rete urbana, affiancato da marciapiedi troppo stretti e da una congestione veicolare che rende difficili gli spostamenti a piedi e in bicicletta. Un quadro che, secondo i progettisti del Piano, richiede una risposta complessiva e non limitata all’aumento delle sanzioni. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire spazio ai pedoni e rendere la città realmente accessibile a tutti.
Per questo il Piano lega il tema della sosta a quello dell’inclusione sociale, prevedendo interventi per eliminare le barriere architettoniche, adeguare i marciapiedi, mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali e migliorare l’accessibilità delle fermate del trasporto pubblico. In quest’ottica, un’auto parcheggiata sul marciapiede o davanti a uno scivolo non rappresenta soltanto un comportamento scorretto, ma un ostacolo concreto alla mobilità di persone con disabilità, anziani, famiglie con passeggini e, più in generale, di tutti gli utenti più fragili della strada.
La strategia del PUMS guarda però oltre il semplice controllo. L’idea è quella di intervenire sulla progettazione stessa della città, attraverso il ridisegno delle carreggiate, la rigenerazione delle traverse urbane, nuovi percorsi ciclopedonali, una migliore organizzazione della viabilità e una diversa gestione degli spazi destinati alla sosta. L’obiettivo è ridurre le occasioni che favoriscono il parcheggio irregolare e, allo stesso tempo, rendere più attrattivi gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico.

Auto lasciata all’incrocio tra le vie Roma e San Martino: i bus non possono girare, traffico bloccato, interviene la Municipale





















