Prosegue lo stallo nel cantiere della galleria di Trisungo, nel comune di Arquata del Tronto. La mancata approvazione della perizia di variante da parte di Anas ha reso necessaria una nuova proroga della cassa integrazione ordinaria per i lavoratori impegnati nell’opera, che resterà in vigore fino al 4 ottobre 2026.

La galleria di Trisungo

 

A renderlo noto sono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, spiegando che la decisione è stata concordata con l’azienda dopo aver preso atto che il confronto con Anas è ancora in corso, ma non ha portato alla definizione del progetto di variante indispensabile per la ripresa delle attività.

 

«Sono complessivamente 52 i lavoratori interessati dalla cassa integrazione, di cui 44 operai e 8 impiegati – spiegano i sindacati – . Il trattamento economico continuerà a essere anticipato dall’azienda, mentre una parte del personale sarà impiegata a rotazione per garantire la manutenzione e la sicurezza del cantiere. Nel frattempo, però, la lunga attesa ha già prodotto le prime conseguenze sul fronte occupazionale: secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, venti lavoratori hanno già rassegnato le dimissioni».

 

Per i sindacati si tratta di una situazione che penalizza non solo i dipendenti coinvolti, costretti a fare i conti con un significativo disagio economico, ma anche il territorio. Il mancato completamento dell’opera continua infatti a pesare sulla viabilità della Salaria, uno dei principali collegamenti tra Roma e la costa adriatica, in un’area già fortemente segnata dalle difficoltà legate alla ricostruzione post sisma del 2016.

 

Le organizzazioni sindacali chiedono quindi che Anas approvi in tempi rapidi il progetto di variante, così da consentire la piena ripresa dei lavori. Un passaggio ritenuto fondamentale non solo per completare l’infrastruttura, ma anche per evitare nuove dimissioni e il rischio di dover reperire nuovamente personale specializzato, con ulteriori rallentamenti nella realizzazione dell’opera.

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