Prosegue il percorso della ricostruzione nel Piceno con nuovi interventi che riguardano il patrimonio religioso, la viabilità e i servizi cimiteriali. Ad Acquasanta Terme la Conferenza permanente ha approvato il progetto di rafforzamento locale della chiesa di San Sebastiano a Favalanciata, mentre a Roccafluvione sono stati finanziati i lavori per la strada comunale di San Giacomo e per il recupero del cimitero di Osoli. Complessivamente gli interventi valgono 784 mila euro.

Per la chiesa di San Sebastiano è previsto un investimento di 300 mila euro destinato al consolidamento della volta, alla sostituzione delle principali strutture lignee della copertura, al ripristino delle murature lesionate e al rafforzamento del campanile. «Il cambio di passo della ricostruzione si evidenzia anche nella tutela dei beni più preziosi dei nostri territori», ha dichiara il commissario straordinario Guido Castelli.
Soddisfazione espressa anche dal sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni, che ha sottolineato l’importanza dell’intervento per una comunità che trova nella chiesa un fondamentale punto di riferimento religioso, culturale e sociale, ringraziando il commissario Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e la Diocesi per il lavoro svolto.
A Roccafluvione l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha invece approvato due progetti per un valore complessivo di 484 mila euro. La quota principale, pari a 300 mila euro, sarà destinata alla sistemazione della strada di San Giacomo, con opere di rifacimento della pavimentazione, consolidamento delle scarpate e regimentazione delle acque. Altri 184 mila euro serviranno per il recupero post-sisma del cimitero di Osoli, con interventi sui loculi, sulle coperture, sui rivestimenti e sul muro di recinzione.
«Gli sforzi che mettiamo in campo sono tutti volti al rilancio del nostro entroterra», ha evidenziato Castelli, mentre il sindaco di Roccafluvione, Emiliano Sciamanna, definisce i finanziamenti «una splendida notizia e un segnale importante per il territorio», sottolineando come la ricostruzione e la rigenerazione di infrastrutture e luoghi identitari rappresentino un passaggio fondamentale verso il ritorno alla normalità delle comunità colpite dal terremoto.














