Un ombrellone piantato sulla battigia, una telecamera accesa e la determinazione di chi rivendica il libero accesso al mare e la piena applicazione della Direttiva Bolkestein.
Prosegue senza sosta il tour di sensibilizzazione di Matteo Hallissey, presidente di Radicali Italiani e +Europa, e dello streamer e content creator Ivan Grieco. L’ultima tappa ha visto i due attivisti fare tappa allo stabilimento balneare Stella Marina, gestito dal patron Giuseppe Ricci.
L’obiettivo dell’azione simbolica, ormai diventata un format virale sui social media, era il consueto: posizionare le proprie attrezzature da spiaggia nello stabilimento per contestare la gestione monopolistica del demanio marittimo e ribadire che la battigia è un bene pubblico accessibile a tutti i cittadini.
La notizia, questa volta, non sta soltanto nella protesta, ma nella modalità con cui si è conclusa. In diverse altre tappe dell’estate italiana, le incursioni di Hallissey e Grieco si erano concluse tra spintoni, cartelli strappati, ombrelloni spezzati e l’intervento delle forze dell’ordine, con toni esasperati da parte di gestori e bagnini.
Alla Stella Marina, invece, la giornata si è svolta senza che le cose degenerassero. Al centro della mobilitazione di Hallissey e Grieco rimane la richiesta di stop alle proroghe automatiche e l’immediata indizione di gare pubbliche e trasparenti per l’assegnazione delle concessioni balneari. «Non ce l’abbiamo con i singoli gestori, ma con un sistema legislativo che da decenni blocca la concorrenza, sottostima i canoni demaniali versati allo Stato e priva i cittadini del libero e dignitoso accesso al mare», hanno ribadito gli attivisti.
Dal canto loro, molti balneari ricordano spesso gli investimenti fatti nelle strutture nel corso degli anni e la necessità di tutelare il modello di accoglienza e l’imprenditoria locale di fronte a scenari normativi incerti.














