
Lucio Sestili (foto Facebook)
Con la scomparsa di Lucio Sestili, avvenuta oggi 20 agosto all’età di 92 anni, Ascoli Piceno perde una delle personalità che più hanno segnato la storia recente della città. Una figura conosciuta praticamente da tutti, capace di lasciare il proprio segno nella ristorazione, nella politica, nello sport e nella vita sociale ascolana.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente sui social network, dove in poche ore sono comparsi decine e decine di messaggi di cordoglio, ricordi e attestati di stima. Dalle istituzioni alle associazioni di categoria, fino ai semplici cittadini, in tanti hanno voluto rendere omaggio a un uomo che per generazioni è stato un punto di riferimento e un volto familiare del centro storico.
Per molti ascolani era semplicemente “Lucio”: carattere forte, modi schietti, talvolta apparentemente burberi, ma sempre accompagnati da una grande umanità, da una sincera cordialità e da una straordinaria capacità di creare rapporti. Era l’espressione autentica di un modo di essere profondamente ascolano, fatto di passione, competenza e attaccamento alla propria terra.
Il suo nome resterà per sempre legato al Kursaal, lo storico ristorante-enoteca di via Luigi Mercantini che ha guidato per decenni, trasformandolo in un luogo simbolo della gastronomia cittadina. Generazioni di ascolani ricordano i pranzi delle festività, gli incontri tra amici, le ricorrenze familiari e i momenti conviviali trascorsi in quel locale che, grazie alla sua personalità, era diventato molto più di un semplice ristorante.
Professionista del vino e docente sommelier fin dagli anni Sessanta, Sestili fu tra i pionieri della diffusione della cultura enologica in città, contribuendo a valorizzare le produzioni del territorio e a promuovere un approccio innovativo alla ristorazione. Nel Kursaal la tradizione culinaria ascolana ha sempre trovato spazio accanto alle eccellenze vinicole e olearie del Piceno.
Accanto all’attività imprenditoriale, Lucio Sestili ha vissuto da protagonista anche l’impegno pubblico. Militante socialista, ha ricoperto incarichi da consigliere comunale e assessore, partecipando attivamente alla vita amministrativa della città. Importante anche il suo contributo allo sport, in particolare all’Ascoli Calcio, dove fu tra coloro che contribuirono alla nascita e alla crescita del settore giovanile bianconero.
Nel corso della sua vita ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il lavoro svolto, tra cui il titolo di Maestro del Lavoro e, nel 2003, l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.
La sua curiosità e il suo amore per Ascoli lo portarono anche sul grande schermo. Il regista ascolano Giuseppe Piccioni lo volle nel film L’ombra del giorno, affidandogli il ruolo di caposala del Caffè Meletti. Fu inoltre autore del libro Il terzo occhio, nel quale raccolse ricordi, aneddoti e riflessioni sulla città, raccontandone l’evoluzione dal dopoguerra ai giorni nostri e consegnando alle nuove generazioni una testimonianza preziosa della memoria collettiva.
Negli ultimi anni aveva visto le figlie Sara e Simona raccogliere il testimone della famiglia, proseguendo l’attività del Kursaal e custodendo una tradizione costruita in oltre mezzo secolo di lavoro.
Tra i primi messaggi istituzionali è arrivato quello del sindaco Marco Fioravanti: «La scomparsa di Lucio Sestili rappresenta un dolore profondo per tutta la comunità di Ascoli Piceno e una perdita immensa per chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerne l’animo nobile e la straordinaria generosità. Avendo condiviso con lui momenti e riflessioni, ho potuto capire davvero che grande persona fosse Lucio: un uomo di altri tempi, profondamente innamorato della nostra città, che ha sempre messo la passione, l’ascolto e l’amore per il prossimo al centro del suo percorso di vita. A nome mio e dell’intera amministrazione comunale esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia e ai cari. Ciao Lucio, Ascoli non ti dimenticherà mai».
L’ultimo saluto a Lucio Sestili sarà venerdì 21 agosto alle ore 16 nella Casa Funeraria Damiani di Ascoli Piceno. Con lui se ne va una pagina importante della storia cittadina, ma resta il ricordo di un uomo che, con il suo carattere inconfondibile e il suo amore per Ascoli, ha saputo lasciare un segno profondo nella memoria collettiva.
Alla moglie Francesca, alle figlie Sara e Simona, al nipote Riccardo e a tutti i suoi cari vadano le più sentite condoglianze da parte della redazione di Cronache Picene,














