Casa di Comunità con aperture ridotte e Rsa alle prese con una grave carenza di personale. È la situazione denunciata dalla Usb – Unione sindacale di Base – di Ascoli, che – insieme ai delegati della Rappresentanza sindacale unitaria dell’Ast Picena – lancia l’allarme sulle condizioni dei servizi sanitari e sociosanitari di Ripatransone e, più in generale, sull’organizzazione della sanità territoriale nell’Azienda sanitaria territoriale.
Secondo quanto riferito dal sindacato, la Casa di Comunità di Ripatransone risulterebbe chiusa la domenica e nei giorni festivi, mentre l’apertura pomeridiana sarebbe garantita soltanto il lunedì e il martedì. Una riduzione degli orari che, secondo la Usb, sarebbe legata alla persistente carenza di personale e allo spostamento di operatori verso altri reparti ospedalieri.
Una situazione che il sindacato giudica particolarmente grave anche alla luce degli obiettivi legati al potenziamento della sanità territoriale. «È inaccettabile e ingiustificabile una contrazione dei servizi dovuti alla cittadinanza», sostiene la Usb, evidenziando come gli spostamenti di personale da un servizio all’altro vengano utilizzati per tamponare le emergenze senza però affrontare alla radice il problema degli organici.
Il caso di Ripatransone, secondo l’organizzazione sindacale, sarebbe inoltre il riflesso di una carenza di personale ormai strutturale e generalizzata nell’Ast di Ascoli, con conseguenze sulla continuità assistenziale, sull’organizzazione dei servizi e sulle condizioni di lavoro degli operatori.
Particolarmente critica viene descritta anche la situazione della Rsa di Ripatransone, dove, secondo la Usb, la carenza di infermieri e Oss – operatore socio-sanitario – si sommerebbe alle assenze per ferie e malattia. Il sindacato punta inoltre l’attenzione sul carico di lavoro della coordinatrice della struttura, ritenuto eccessivo e non sostenibile nel lungo periodo.
«Nessuna coordinatrice può sostituire un organico adeguato», sottolinea la Usb, secondo cui le difficoltà organizzative sarebbero la conseguenza di una situazione che da mesi non trova una soluzione strutturale.
A destare particolare preoccupazione sono poi alcune segnalazioni ricevute dal sindacato, secondo le quali due cittadini sarebbero stati collocati nel corridoio della Rsa per effettuare fleboclisi proprio in conseguenza della chiusura della Casa di Comunità. La Usb precisa che si tratta di una circostanza che deve essere verificata, ma, se confermata, la considera «gravissima», ritenendo non appropriato utilizzare gli spazi destinati alle persone fragili ospitate nella Rsa come soluzione di emergenza per compensare la riduzione dei servizi territoriali.
Il sindacato denuncia inoltre il ricorso a soluzioni temporanee per fronteggiare le carenze, con ripercussioni sui lavoratori. Secondo la Usb, la situazione rischierebbe di tradursi in turni eccessivi, mancati riposi e rinvii delle ferie, oltre a un aumento delle responsabilità e dei carichi di lavoro.
Alla luce della situazione denunciata, la Usb chiede all’Ast di Ascoli Piceno e alle direzioni competenti una serie di interventi. Tra le priorità indicate figurano il ripristino continuativo dell’apertura della Casa di Comunità, anche nelle fasce pomeridiane, domenicali e festive, e il rafforzamento dell’organico infermieristico e Oss della Rsa.
L’organizzazione chiede inoltre di interrompere gli spostamenti continui di personale dai servizi territoriali senza contestuali sostituzioni e di fare chiarezza sulle modalità di assistenza adottate, comprese le segnalazioni relative all’utilizzo degli spazi della Rsa.
Sul tavolo anche la richiesta di un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazione, ritenuto indispensabile per garantire continuità e sicurezza dell’assistenza nell’intera Ast di Ascoli. La Usb sollecita inoltre la proroga, fino al 31 dicembre, dei contratti del personale precario OSS e infermieristico attualmente in servizio e prossimo alla scadenza, così da assicurare la copertura delle assenze.
Per la Usb, dunque, Ripatransone rappresenta la spia di una criticità più ampia. «La carenza di personale è strutturale e generalizzata», sostiene il sindacato, secondo cui la situazione sta mettendo sotto pressione non soltanto i dipendenti, ma l’intera rete sanitaria e sociosanitaria dell’Ast.















