Cinquanta chili circa di vongole abbandonate nell’area del porto, senza alcuna informazione sulla loro tracciabilità. È quanto hanno scoperto gli uomini della Guardia Costiera di San Benedetto nell’ambito di un controllo effettuato all’alba del 12 agosto, durante le operazioni di sbarco delle unità da pesca “vongolare”.
L’attività ispettiva è scattata alle 5.30, con il personale della Capitaneria impegnato a monitorare le operazioni nel porto sambenedettese. Nel corso della verifica dell’area circostante il punto di sbarco destinato alle vongolare, i militari hanno individuato due sacchi e una cassetta contenenti molluschi, lasciati incustoditi e privi delle informazioni necessarie a garantirne la tracciabilità e rintracciabilità.
Il quantitativo complessivamente rinvenuto è stato successivamente quantificato in circa 50 chilogrammi di vongole. Non è stato possibile ricondurre il prodotto a un responsabile: nel verbale redatto dalla Capitaneria il soggetto trasgressore risulta infatti indicato come ignoto.
Per la Guardia Costiera è quindi scattato il sequestro amministrativo cautelativo del prodotto ittico, in quanto connesso alla violazione delle norme sulla tracciabilità dei prodotti della pesca. Il verbale, redatto dalla Capitaneria di Porto di San Benedetto, indica una sanzione amministrativa principale compresa tra 1.333,33 e 8.000 euro.
Particolare l’epilogo del sequestro. Dopo aver contattato il personale veterinario dell’Ast di Ascoli Piceno, è stato accertato che le vongole erano ancora vive e vitali. Per questo motivo, invece di procedere alla distruzione del prodotto, l’intero quantitativo è stato rigettato in mare.
L’operazione rientra nell’attività di controllo della Guardia Costiera sulla filiera della pesca e, in particolare, sulle fasi di sbarco e commercializzazione dei prodotti ittici.















