
Guido Castelli e le macerie di Arquata
«Nei primi sette mesi e mezzo del 2026, nella sola provincia di Ascoli Piceno, è già stato liquidato per la ricostruzione privata e produttiva più di quanto erogato nell’intero 2025». Sono le parole del senatore Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a partire dal 24 agosto 2016.
Lo afferma con orgoglio, evidenziando i notevoli passi avanti compiuti in un territorio duramente colpito dal terremoto del 24 agosto 2016, poi ancora del 30 ottobre. Eventi che hanno devastato il Centro Italia e gran parte del Piceno.
Sono passati dieci anni dalla scossa che sorprese nella notte i cittadini, alcuni dei quali non ebbero scampo sotto le macerie a Pescara del Tronto e nelle altre frazioni di Arquata, territorio che per questo merita senz’altro un’attenzione particolare.
Dieci anni durante i quali chi è sopravvissuto, ma ha perso la propria abitazione, ha atteso di poter rientrare e oggi guarda con fiducia alla forte accelerazione della ricostruzione privata e produttiva, che procede parallelamente al ritorno alla normalità.
«Nel Piceno sono stati liquidati 268,7 milioni in meno di otto mesi», sottolinea il commissario, dati alla mano aggiornati alle ore 7 del 19 agosto. Per l’esattezza si tratta di 268.694.398 euro, contro i 256.100.760 euro liquidati nell’intero anno precedente.
«Se questo ritmo sarà confermato – afferma Castelli – il 2026 potrebbe chiudersi nel Piceno con oltre 420 milioni di euro liquidati, circa il 65% in più rispetto al 2025».

La tabella con i dati relativi all’intero cratere
Nel dettaglio, nella provincia di Ascoli Piceno sono stati complessivamente concessi contributi per 2.057.904.965 euro e ne sono stati liquidati 1.515.416.531. Quasi il 74% delle risorse concesse si è quindi già trasformato in erogazioni legate all’avanzamento della ricostruzione.
Che significato ha questo risultato?
«È un dato molto importante perché non riguarda semplicemente risorse programmate o contributi concessi, ma somme effettivamente liquidate in relazione all’avanzamento degli interventi.
Dal 2017 a oggi, nella provincia di Ascoli Piceno, le liquidazioni hanno raggiunto 1,515 miliardi su oltre 2,057 miliardi concessi.
Questi numeri confermano il cambio di passo della ricostruzione privata e produttiva, sostenuto dalle misure adottate dal Governo Meloni e dal lavoro coordinato della Struttura commissariale, della Regione Marche, dell’Ufficio speciale ricostruzione e delle amministrazioni locali.
Ora dobbiamo assicurare la stessa intensità soprattutto ad Arquata del Tronto, il territorio simbolo del sisma nel Piceno, che il decreto-legge di agosto individua, insieme ad Amatrice e Accumoli, tra i Comuni del “primo cratere”.
Ad Arquata la devastazione è stata più profonda e la ricostruzione presenta complessità ancora maggiori. Il dato provinciale dimostra che il sistema possiede la capacità necessaria: la priorità è concentrare questo sforzo su Arquata, trasformando sempre più rapidamente le risorse in cantieri conclusi, abitazioni riconsegnate e rientri effettivi».
Commissario Castelli, lei ha sostenuto più volte che non basta ricostruire gli edifici, ma occorre riparare anche il tessuto sociale.
«Ricostruire gli immobili è indispensabile, ma dobbiamo anche creare le condizioni affinché le persone possano tornare e scegliere di restare. Servono lavoro, servizi, infrastrutture e nuove opportunità.
Il Piano nazionale complementare per le aree sisma 2009 e 2016, con una dotazione di 1,78 miliardi, ha affiancato alla ricostruzione materiale un programma specifico di sviluppo economico e sociale.
Con il nuovo decreto-legge di agosto, il Governo Meloni rende questa strategia ancora più strutturale: fino al 4% degli stanziamenti annuali successivi al 2026 potrà essere destinato a un nuovo Programma di sviluppo dei territori colpiti, che sarà approvato dal Commissario. Almeno il 5% delle risorse del programma sarà riservato ai Comuni del primo cratere.
Per il Piceno significa riconoscere una specifica priorità ad Arquata del Tronto, non soltanto sul piano della ricostruzione materiale, ma anche per il rilancio economico e sociale. Ricostruzione e contrasto allo spopolamento devono procedere insieme».














