La società Ipgi Srl ha presentato il progetto “Belvedere” per la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali pericolosi nell’area dell’Alta Valle del Bretta, nel territorio comunale di Ascoli. Contestualmente è stato avviato il procedimento autorizzativo che comprende la Valutazione di Impatto Ambientale, l’Autorizzazione Integrata Ambientale e l’autorizzazione paesaggistica.

 

Il progetto prevede la realizzazione di una vasca di discarica destinata esclusivamente a rifiuti speciali pericolosi, con una volumetria complessiva di 300.000 metri cubi. Secondo la documentazione depositata, l’impianto dovrebbe avere una durata operativa stimata di circa dieci anni, con una capacità annua di conferimento pari a circa 60.000 tonnellate di rifiuti.

L’area individuata per la nuova discarica

 

L’area interessata dall’intervento si trova nell’Alta Valle del Bretta, in prossimità del polo ecologico Geta, già sede di impianti dedicati alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti. La stessa documentazione progettuale evidenzia che il nuovo impianto si inserisce in un contesto già destinato a tali attività dagli strumenti urbanistici vigenti. L’area, infatti, è classificata dal Piano regolatore generale di Ascoli Piceno come zona destinata a impianti di smaltimento rifiuti.

 

Secondo la sintesi non tecnica dello Studio di Impatto Ambientale, le abitazioni più vicine si trovano a circa 800 metri dal perimetro dell’impianto, mentre il primo centro abitato, la frazione di Sant’Angelo, dista oltre 2 chilometri. I corsi d’acqua più vicini sono il Fosso Porchiano, a circa 100 metri, e il Fosso Pianilli, a circa 170 metri dall’area di intervento.

 

Il progetto prevede la realizzazione dell’invaso mediante scavo del terreno e la suddivisione della discarica in più lotti. Parte dei materiali di scavo sarà riutilizzata per la gestione e la copertura finale dell’impianto, mentre i quantitativi eccedenti saranno impiegati per interventi di sistemazione dell’area dell’ex discarica Ipgi, posta a circa un chilometro e mezzo di distanza.

L’ingresso del Polo Ecologico Geta

 

Per quanto riguarda il traffico, lo studio prevede nella fase di esercizio circa dieci camion al giorno per il conferimento dei rifiuti e le attività collegate alla gestione dell’impianto. I progettisti ritengono che la rete viaria esistente sia in grado di assorbire i flussi aggiuntivi senza particolari criticità.

 

Nella documentazione ambientale depositata, i tecnici incaricati sostengono inoltre che l’area non è interessata da situazioni di rischio idraulico o da fenomeni franosi e che il sottosuolo è caratterizzato dalla presenza di argille a bassissima permeabilità. Le indagini geologiche effettuate avrebbero inoltre escluso la presenza di falde acquifere superficiali nell’area direttamente interessata dalla nuova vasca.

 

La pubblicazione degli elaborati sul sito della Provincia apre ora la fase della consultazione pubblica prevista dalla normativa, durante la quale cittadini, enti e associazioni potranno prendere visione del progetto e presentare eventuali osservazioni nell’ambito del procedimento autorizzativo.

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