«Il territorio deve essere informato e deve confrontarsi in merito alla decisione di allestire presso la Valle del Bretta una nuova discarica, mediante un progetto la cui realizzazione è prevista in prossimità del polo ecologico Geta, già sede di impianti dedicati alla gestione e allo smaltimento di altri rifiuti».

Luzi, Cappeli, Marcucci e Traini
Queste le parole con cui hanno esordito alcuni consiglieri comunali di opposizione dell’Arengo, artefici di un incontro volto a fare il punto circa il piano presentato dalla società Ipgi, incentrato su un sito destinato ai rifiuti speciali pericolosi, della durata di circa dieci anni, con conferimento annuo di circa 60.000 tonnellate. Secondo Gregorio Cappelli, Marta Luzi, Tatiana Traini e Manuela Marcucci, presenti oggi all’incontro, non ci sarebbero stati i tempi adeguati in piena estate, con i cittadini in vacanza e gli uffici competenti in ferie, per poter analizzare adeguatamente una pubblicazione datata 10 agosto.
L’incontro ha avuto luogo dopo il procedimento autorizzativo comprendente la Valutazione di Impatto Ambientale, l’Autorizzazione Integrata Ambientale e l’autorizzazione paesaggistica e lo studio fattibilità della zona, che vede tuttavia abitazioni a circa 800 metri dall’impianto. I consiglieri di opposizione, nell’occasione, d’accordo con gli altri colleghi – Mimmo Nardini, Andrea Dominici e Angelo Procaccini – hanno voluto sottolineare l’importanza di offrire ai cittadini, agli enti, alle associazioni, la possibilità di poter entrare in merito ad un progetto delicato che coinvolge il futuro della salute pubblica.
«Di fronte ad un progetto di tali dimensioni non possiamo non chiedere una proroga di almeno 30 giorni, per capire la posizione del Comune in merito a tale decisione e per sapere se ci sono delle criticità di fronte ad un simile progetto», hanno detto, evidenziando la richiesta di una convocazione immediata della commissione ambiente e di una assemblea pubblica, al fine di offrire a tutti una maggiore trasparenza.
«Il territorio di cui parliamo vanta i calanchi: in questo modo non si investe sulla bellezza paesaggistica e ambientale che ci circonda», ha asserito Gregorio Cappelli, a nome di tutti i cittadini ansioso di ricevere molti chiarimenti in relazione alla nascita della discarica di rifiuti speciali e pericolosi, a partire dalla destinazione della terra che verrà sollevata per accogliere la nuova struttura. «La Valle del Bretta non può diventare il luogo dove concentrare di nuovo tutta l’emergenza rifiuti», è stato ribadito nel corso della conferenza, a cui hanno partecipato persone in cerca di risposte.
Valle del Bretta, in arrivo un’altra discarica: progetto da 300.000 metri cubi














