Maltignano, il centro storico

 

I rumori e i boati provenienti dal sottosuolo, avvertiti anche a distanza di ore dalle scosse di terremoto del 2016, avevano sollevato forti preoccupazioni per la stabilità degli edifici del centro storico di Maltignano. Un fenomeno insolito, segnalato dall’amministrazione comunale già nel dicembre 2016, che aveva reso necessari approfondimenti tecnici e scientifici per accertare le condizioni del terreno e verificare la possibilità di procedere con gli interventi di ricostruzione.

Le prime indagini, condotte anche con il coinvolgimento dell’Università di Camerino, avevano evidenziato la presenza di cavità e cunicoli sotterranei, alimentando il timore che potessero compromettere la sicurezza degli immobili sovrastanti. La situazione aveva determinato l’introduzione di vincoli alla ricostruzione, rendendo necessario chiarire l’effettiva consistenza delle cavità e la loro possibile influenza sul comportamento degli edifici in caso di nuovi eventi sismici.

Una prima fase di approfondimento era stata avviata attraverso gli studi di microzonazione sismica, finanziati con l’Ordinanza commissariale 24 del 2017, e successivamente con le indagini previste dall’Ordinanza 79 del 2019. Queste ultime, pur contribuendo a migliorare la conoscenza del sottosuolo, non avevano consentito di superare definitivamente le criticità, lasciando irrisolta la questione della ripresa degli interventi di ricostruzione.

 

Per affrontare il problema, l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, su disposizione dell’allora assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli, successivamente nominato Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma 2016, ha promosso ulteriori approfondimenti geologici, geotecnici e geofisici. Le attività sono state finanziate con 108.800 euro, stanziati dalla struttura commissariale nel giugno 2022, con l’obiettivo di superare le incertezze tecniche che ostacolavano il recupero degli immobili danneggiati.

 

Le indagini, coordinate dall’Usr Marche, hanno consentito di ricostruire il modello geologico e geotecnico del sottosuolo attraverso sondaggi, prove geofisiche, indagini georadar, rilievi microgravimetrici e simulazioni numeriche, finalizzate a verificare il comportamento del terreno sia in condizioni statiche sia in presenza di sollecitazioni sismiche.

I risultati hanno permesso di chiarire due aspetti fondamentali. Da un lato, le indagini non hanno evidenziato cavità sotterranee tali da compromettere la stabilità degli edifici del centro storico: quelle effettivamente individuate sono risultate riconducibili principalmente ad ambienti sottostanti alcune abitazioni e a sottoservizi. Dall’altro, i boati registrati durante la sequenza sismica del 2016 sono stati ricondotti, con buona probabilità, al fenomeno dei cosiddetti rock-burst, ovvero rotture improvvise della roccia che possono verificarsi in profondità in occasione di importanti sollecitazioni sismiche.

Le analisi hanno inoltre evidenziato che l’eventuale presenza di cavità nel sottosuolo non determina alterazioni significative del comportamento complessivo del terreno, né in condizioni statiche né in presenza di terremoti, secondo i modelli e le condizioni esaminati.

Castelli con l’allora sindaco, il compianto Armando Falcioni, n visita al centro storico di Maltignano (Foto dal sito del commissario sisma)

Una prima svolta è arrivata il 30 gennaio 2023, quando l’Usr Marche ha preso atto delle valutazioni conclusive in corso d’opera. Il percorso si è completato con il decreto  79 del 9 giugno 2023, con il quale sono state recepite le risultanze definitive dello studio geotecnico, redatto dall’ingegner Gabriele Petroccelli con il supporto del geologo Romolo Di Francesco.

La relazione ha accertato la sussistenza dei presupposti scientifici per rimuovere i vincoli che ostacolavano la ricostruzione degli edifici danneggiati dagli eventi sismici del 2016 e successivi. Il superamento delle criticità ha consentito ai proprietari degli immobili interessati di procedere con la presentazione delle pratiche per l’accesso ai contributi post-sisma, superando una situazione di incertezza che per anni aveva condizionato il recupero del centro storico.

Il risultato ha assunto particolare importanza sia per gli immobili con danni lievi sia per quelli maggiormente danneggiati, per i quali è stato possibile proseguire l’iter di ricostruzione, nel rispetto delle verifiche progettuali e delle disposizioni tecniche previste dalla normativa vigente.

La presenza di edifici inseriti in aggregati edilizi, caratteristica del tessuto storico di Maltignano, richiede inoltre un coordinamento degli interventi sulle strutture contigue, affinché la ricostruzione possa procedere in maniera organica e coerente con le caratteristiche del borgo.

 

L’Ordinanza 137 e il programma di rigenerazione urbana

Il percorso di recupero di Maltignano si inserisce nel più ampio quadro della ricostruzione post-sisma, rafforzato dall’Ordinanza commissariale 137 del 29 marzo 2023, emanata dal commissario straordinario Guido Castelli.

Il provvedimento ha approvato il Programma straordinario di rigenerazione urbana connessa al sisma e il nuovo piano di ricostruzione di altre opere pubbliche della Regione Marche, prevedendo inizialmente una copertura finanziaria complessiva di circa 647 milioni di euro per 742 interventi.

Una programmazione definita attraverso il lavoro congiunto della struttura commissariale, dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche e delle amministrazioni comunali, con l’obiettivo di accompagnare la ricostruzione degli edifici attraverso interventi di riqualificazione degli spazi pubblici, recupero delle infrastrutture, messa in sicurezza del territorio e rigenerazione dei centri abitati.

La vicenda di Maltignano rappresenta un esempio concreto della complessità della ricostruzione nei centri storici colpiti dal terremoto. Prima di consentire la ripresa degli interventi è stato necessario approfondire le caratteristiche del sottosuolo, verificare scientificamente le condizioni di sicurezza e superare le criticità emerse nelle precedenti fasi di studio.

Grazie agli approfondimenti promossi dall’Usr Marche, su impulso dell’allora assessore regionale Guido Castelli, e finanziati dalla struttura commissariale, nel giugno 2023 è stato possibile superare il principale ostacolo tecnico alla ricostruzione del centro storico, consentendo ai proprietari di presentare le pratiche per il recupero degli immobili danneggiati e contribuendo al percorso di rinascita del borgo.

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