
Nicolò Bagalini
Recuperare le fotografie dei sambenedettesi del passato, conservarle in un archivio digitale e restituirle alle famiglie e alla comunità. È la proposta avanzata dal consigliere comunale Nicolò Bagalini, esponente di Futuro Nazionale, che ha sottoposto all’Amministrazione comunale il progetto “La memoria di San Benedetto”, con l’obiettivo di creare una raccolta fotografica dedicata agli antenati della città.
L’idea nasce da una riflessione personale, maturata durante la visita ai propri cari al cimitero. «Dove potrebbe cercare, un domani, un nipote che desiderasse conoscere il volto del proprio bisnonno o avo?». Da questa domanda prende forma l’iniziativa, che si ispira anche a un’esperienza già realizzata a Saronno e punta a recuperare le immagini presenti sulle vecchie lapidi cimiteriali, molte delle quali rimosse negli anni dopo la scadenza delle concessioni.
«Dietro ogni nome inciso sulla pietra c’è una persona, una famiglia, una storia», sottolinea Bagalini, ricordando come pescatori, marinai, agricoltori, lavoratori, commercianti, donne e uomini abbiano contribuito, con il proprio impegno e i propri sacrifici, a costruire San Benedetto.
L’obiettivo è evitare che quelle fotografie vadano definitivamente perdute, collegandole, quando possibile, ai nomi, alle date e alle informazioni storiche disponibili. Un patrimonio che potrebbe diventare uno strumento utile non soltanto per i familiari, ma anche per la ricerca storica e per chi desidera ricostruire le proprie origini.
La proposta prevede una prima fase sperimentale, con il censimento delle fotografie ancora recuperabili, la verifica delle condizioni in cui si trovano e la digitalizzazione di un primo nucleo di immagini. Il passaggio successivo sarebbe la realizzazione di un archivio consultabile, da ampliare progressivamente anche grazie alla collaborazione di associazioni, istituti culturali, archivi e altre realtà del territorio.
«La memoria di San Benedetto vuole essere molto più di un archivio fotografico: un ponte tra passato e futuro, capace di restituire un volto alle generazioni che ci hanno preceduto e di trasmettere ai nostri figli e nipoti un patrimonio di identità, appartenenza e memoria – conclude Bagalini – Salvare quei volti significa salvare un pezzo della storia di San Benedetto del Tronto».














