
Francesco Ameli
Rotta per la lista unitaria. E’ questo, per il momento, l’indirizzo dei partiti e delle liste che fanno parte dell’universo centrosinistra. A ufficializzarlo è Francesco Ameli, segretario provinciale del Pd a poco più di un mese dalle elezioni per il Consiglio provinciale, che si terranno il 13 dicembre.
«Lunedì ci sarà un nuovo incontro a Monteprandone – dice Ameli – Procediamo per costruire la migliore proposta politica per il territorio, cosa che, secondo noi, è necessaria, anche se all’inizio qualcuno avrebbe voluto fare un’operazione trasversale alle coalizioni. Sull’argomento, però, ho espresso il mio più assoluto dissenso».
Il contenitore sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo – deciso. Ma il contenuto? «La direzione è quella e si basa su una proposta che metta a tema i tanti aspetti irrisolti della passata gestione avanzando, nel frattempo, un’attualizzazione dell’agenda a partire dalla viabilità e dall’edilizia scolastica, nonché la gestione delle politiche ambientali. Argomenti che confluiranno nel documento che stiamo approntando».
E’ da capire, a questo punto, se i numeri ci siano. «La tornata del 13 dicembre sarà un banco di prova fondamentale per il campo largo – continua Ameli – Non sarà una partita semplice, anche perché i voti dei 430 consiglieri sono ponderati e, dato che nei grandi centri la destra è forte, partirà decisamente avvantaggiata. Nella nostra lista non ci saranno solo i partiti, ma tutto il civismo che si riconosce nei nostri valori e nella nostra idea gestionale dell’ente». La scelta di Monteprandone è emblematica: è chiaro che Sergio Loggi abbia intenzione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo l’esito di marzo, con la vittoria di Fabio Salvi. Altri contributi fondamentali verrebbero da Castignano e Castel di Lama.
Gli amministratori però rivendicano il proprio ruolo rispetto alle segreterie partitiche, da tempo considerate eccessivamente ingerenti nella definizione delle alleanze. «Capisco questa esigenza – conclude il segretario – qui non si tratta di chi deve primeggiare e chi no. Bisogna mettere insieme le risorse in modo organico. Correre insieme, direi, senza accelerazioni individuali».














