La partita per il rinnovo del Consiglio provinciale, in programma il 13 dicembre, si gioca anche sul ruolo degli amministratori locali nella costruzione della lista unitaria di centrosinistra. Dopo le dichiarazioni del segretario provinciale del Pd Francesco Ameli, che ha confermato l’indirizzo verso una proposta comune del campo largo e ha invitato a procedere senza «accelerazioni individuali», arriva la presa di posizione di Sergio Loggi, ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno, che interviene sul percorso avviato dai sindaci e dagli amministratori locali in una nota che precisa essere «a firma dei sindaci e degli amministratori locali del Partito Democratico del Piceno».

 

Sergio Loggi

Al centro del confronto c’è la riunione convocata per lunedì 9 novembre a Monteprandone dallo stesso Loggi insieme a Mauro Bochicchio e Fabio Polini. Un appuntamento che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà contribuire a costruire una lista unitaria di centrosinistra, partendo dal confronto tra chi amministra quotidianamente i Comuni del Piceno.

Loggi richiama innanzitutto il risultato delle elezioni per la presidenza della Provincia dello scorso marzo, quando la vittoria di Fabio Salvi ha evidenziato, a suo giudizio, quanto le divisioni possano indebolire la coalizione. Da quell’esperienza nasce la necessità di un progetto più ampio, capace di coinvolgere le diverse componenti politiche, civiche e amministrative.

 

«Siamo noi sindaci e amministratori locali di area progressista a promuovere questo confronto, partendo dalla conoscenza diretta delle problematiche ed esigenze dei Comuni», sottolinea Loggi. L’obiettivo è elaborare una proposta per il Piceno e per il futuro dell’ente Provincia, superando le divisioni e le logiche di appartenenza.

 

Una precisazione importante riguarda il rapporto con i partiti. L’ex presidente esclude che si tratti di una contrapposizione tra amministratori e segreterie, evidenziando come anche all’interno delle forze politiche ci siano dirigenti, iscritti e rappresentanti che non hanno condiviso alcune delle scelte compiute negli ultimi mesi. Una riflessione, dunque, che secondo Loggi attraversa il centrosinistra e non può essere ricondotta soltanto ai sindaci.

Il passaggio più diretto della presa di posizione riguarda proprio la legittimazione politica e il ruolo delle segreterie. «Non si può pretendere di occuparsi delle questioni istituzionali e di rappresentare un’intera coalizione senza aver prima chiarito e risolto quelle aperte all’interno della propria comunità politica e senza averne ottenuto un riconoscimento condiviso». E ancora: «Se non vi è una legittimazione di un ruolo politico da parte dei rappresentanti delle istituzioni dello stesso partito, non può certamente essere riconosciuta da amministratori che appartengono ad altre forze politiche o che non sono iscritti al Pd».

 

Loggi torna quindi sul voto del 15 marzo, ponendo una domanda diretta a chi oggi rivendica un ruolo centrale nella costruzione dell’unità: «Dove erano coloro che oggi rivendicano un ruolo centrale nella costruzione dell’unità del centrosinistra quando, lo scorso 15 marzo, si è votato per la presidenza della Provincia?». Una considerazione con cui l’ex presidente rivendica la scelta degli amministratori di assumersi direttamente la responsabilità di avviare il confronto, alla luce delle divisioni emerse in occasione di quella consultazione.

La proposta è ripartire dal gruppo amministrativo che aveva condiviso il precedente percorso elettorale “Insieme per il Piceno”, allargando la partecipazione ad altre energie politiche, civiche e amministrative. «Le segreterie – secondo Loggi – possono sostenere e accompagnare il progetto, ma non sostituirsi al confronto tra gli amministratori, che saranno poi chiamati a votare per il rinnovo del Consiglio provinciale».

Sul piano dei contenuti, l’ex presidente sottolinea che la lista dovrà esprimere una visione condivisa sulle principali questioni che riguardano il territorio: infrastrutture, viabilità, edilizia scolastica, servizi e sviluppo economico. Temi che dovranno costituire la base di una proposta per il futuro dell’ente.

«Non rivendichiamo primogeniture e non vogliamo intestare a nessuno una possibile vittoria – conclude Loggi – Chiediamo che venga riconosciuto il valore di un percorso che nasce dal lavoro concreto degli amministratori e dalla volontà di costruire una proposta comune. Perché l’unità non si proclama e non si conquista con una dichiarazione: si costruisce con il confronto, la partecipazione e la condivisione delle responsabilità».

Una presa di posizione che si inserisce nel confronto già aperto da Ameli, il quale ha indicato nella lista unitaria la direzione verso cui si sta muovendo il centrosinistra, con un programma in fase di definizione e il coinvolgimento anche delle componenti civiche. Resta da capire quale equilibrio sarà trovato tra il percorso politico delle segreterie e quello promosso dagli amministratori locali. L’incontro di lunedì a Monteprandone sarà un passaggio importante in questa direzione.

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