
Il museo del merletto di Offida
Dal recupero strutturale e funzionale della fonte di Santa Cristina di Colli del Tronto al polo museale di Palazzo De Castellotti di Offida fino al forno storico di Force, la torre civica, la biblioteca e il fondo storico di Montalto. Ci sono anche 4 interventi nel Piceno nel pacchetto di opere (per un totale di 4,8 milioni) per il recupero del patrimonio culturale nelle aree del finanziate finanziato con le risorse aggiuntive del Por-Fesr. L’obiettivo è realizzare interventi di grandissima qualità, cioè che coniughino qualità progettuale, qualità architettonica, qualità nei risultati raggiunti a favore del segmento culturale come principale attrattore di turismo e quindi di crescita occupazionale ed economica nelle aree colpite dal sisma. Lo ha sostenuto l’assessore regionale al Turismo e alla Cultura, Moreno Pieroni nella conferenza svoltasi giovedì al Comune di San Ginesio (Macerata) per presentare le azioni messe in campo su luoghi della cultura, musei , biblioteche, teatri, pinacoteche che saranno recuperati per restituirli alla fruizione, rivalorizzati e messi in rete per rendere di nuovo godibile un patrimonio culturale, materiale e immateriale.
I beni culturali individuati sono anche quelli con caratteristiche tali da dare vita a processi virtuosi di sviluppo e crescita anche economica.
L’assessore ha ricordato che sono stati firmati gli accordi con tutti i Comuni beneficiari ( ne manca solo 1 in fase di firma) ) ed entro il mese di giugno la Regione Marche visionerà e poi approverà i progetti e ha aggiunto che c’è stata una forte volontà di condividere con il territorio in un comune rappresentativo come San Ginesio questa comunicazione, perché sia chiara a tutti la determinazione con cui la Regione vuole far rinascere il prima possibile queste zone attraverso una leva trainante come il turismo culturale , fatto di bellezza e patrimonio immenso, di cui queste aree rappresentano uno scrigno prezioso per tutte le Marche. Da parte sua la dirigente del Servizio Beni e Attività culturali della Regione, Simona Teoldi, ha spiegato che è’ stato scelto un quadro di interventi coerente con la finalità sia di pronto ripristino anche funzionale, al di là della ricostruzione pesante post sisma, sia di restituzione di spazi di offerta culturale e turistica con forte valore identitario e propensione aggregativa condivisi dalle stesse comunità locali. Ha poi rimarcato che sono interventi che ridaranno possibilità di lavoro a molti operatori culturali che non hanno più avuto opportunità di produrre servizi dal 2016. La dirigente ha anche informato che la struttura regionale vuole condividere con gli enti locali anche l’organizzazione di eventi culturali di rilievo per le riaperture dei vari luoghi e comunicare efficacemente il re-ingresso di tali siti nel circuito culturale regionale e nazionale. Si tratta di opere su beni culturali di proprietà pubblica: musei, biblioteche, teatri o altri beni e luoghi di cultura di documentata e rilevante attrattività turistico culturale, in condizioni tali da consentire un intervento immediatamente eseguibile finalizzato all’agibilità strutturale dell’edificio e alla piena fruibilità degli spazi oggetto di intervento.
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