Tutti contro il nuovo ospedale,
ma intanto è emergenza medici:
pediatri ed ostetriche introvabili

ASCOLI - Stigmatizzata l'assenza del presidente della Regione Ceriscioli. Il presidente della consulta regionale sulla disabilità Zazzetti: «Non conta la dislocazione delle strutture, ma la qualità dei servizi»
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Il pubblico presente al Consiglio aperto sulla sanità

di Renato Pierantozzi

Nell’ultimo (o penultimo) Consiglio comunale dell’era Castelli tutti quanti (o quasi) si scagliano contro l’ospedale di Vallata. «Ceriscioli offende la città di Ascoli poiché non ha dato la disponibilità a venire in Consiglio mentre è andato all’assemblea del Pd- tuona il presidente del Consiglio comunale Marco Fioravanti– Sono contrario al nuovo ospedale perchè la sanità non si fa con i sacchetti di cemento, ma investendo sul personale e sul Mazzoni . Difendiamo la bandiera ascolana visto che siamo penalizzati». «C’è il problema del personale -aggiunge il grillino Giacomo Manni – e delle liste d’attesa. Inoltre nelle Marche ci sono diversi modelli di sanità vista la presenza di aziende al nord. Inoltre nel caso del nuovo plesso bisogna sentire i cittadini cosa vogliono». Presenti in sala anche gli esponenti di diverse associazioni. «Il problema non è la dislocazione della struttura -dice Roberto Zazzetti- ma la qualità dei servizi. E le nomine non devono più dipendere dalla politica. I cittadini vogliono essere curati dai migliori professionisti visto che c’è la libertà di scelta». A difendere l’operato della Regione ci ha pensato il capogruppo del Pd, Francesco Ameli. «Bisogna essere attrattivi – dice – e senza strutture all’altezza i medici non vengono vista poi la carenza che c’è in giro. Auspico anche un dialogo con l’Abruzzo vista la situazione della mobilità oltre ad una forte presenza della sanità territoriale a partire dai medici di base». Sul caso del personale un grido d’allarme è arrivato dal direttore generale dell’Area Vasta 5, Cesare Milani. «Sul nuovo ospedale la decisione è politica e quindi non posso esprimermi -afferma- posso dire che la sanità locale pur in presenza di problemi ha eccellenze che dobbiamo difendere. Sulle liste d’attesa ci sono difficoltà per le visite “programmate” che stiamo cercando di risolvere con la “presa in carico” del paziente. C’è poi il grande problema del personale che avendo alcuni reparti dislocati su due plessi si fa sentire ancora di più. Ad esempio ci sono grandi difficoltà nel reperire pediatri ed ostetriche. Anche sul budget pur non diminuendo quello storico ci sono i costi di alcuni farmaci che stanno aumentando in modo esponenziale». Dulcis in fundo poi la chiusura del sindaco Guido Castelli che non ha risparmiato bordate alla Regione rimpiangendo nel contempo l’ex governatore Spacca. «Aveva lasciato in dote 200 milioni di euro», ricorda il sindaco.


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