
di Giorgio Tabani
«Per un imprenditore è cruciale l’analisi degli scenari economici e politici per progettare con consapevolezza il futuro della propria azienda». Così Massimiliano Bachetti, presidente del Gruppo giovani imprenditori Confindustria Centro Adriatico (Ascoli Piceno e Fermo), a latere del convegno “L’Europa vicina”. L’evento, dedicato alle opportunità offerte dall’Unione Europea, rappresenta anche l’ultimo atto della sua presidenza, con il passaggio di testimone a Elisa Scendoni, del Salumificio Ciriaci di Ortezzano, e alla sua squadra guidata dal vicepresidente Pietro Straccia.
«Fin dal novembre 2015 quando è iniziata quest’avventura – ricorda Bachetti – avevamo chiari gli obiettivi da raggiungere e alla fine li abbiamo raggiunti, nonostante due eventi abbiano provocato molti stravolgimenti». I due eventi evocati sono il terremoto del 2016 e la fusione fra Confindustria Ascoli e Fermo. Da una parte il Gruppo giovani imprenditori ha risposto con l’immediata attivazione di tutta una serie di azioni a sostegno prima delle famiglie e poi delle imprese colpite dal sisma e dall’altra ha avviato un lavoro certosino per dare una visione d’insieme a due associazioni prima separate.
Uno dei fiori all’occhiello della sua gestione, per Bachetti, sono le iniziative di diffusione della cultura d’impresa, anche in ambito scolastico. «Cito solo gli Startup Weekend, dei percorsi accelerati di formazione imprenditoriale, che hanno permesso la nascita di piccole startup che stiamo ancora seguendo nella loro crescita». Il tutto in un contesto che è stato quello della crisi, anche se oggi si notano dei primi timidi segnali di ripresa: «Ora occorrerebbero delle azioni per favorire l’insediamento di nuove aziende sul territorio, non tanto nuovi incentivi ma sburocratizzazione». Proprio la burocrazia, infatti, rende la nostra regione «un sistema lento, ingessato e anacronistico». Lo stesso Bachetti cita la sua esperienza personale: «Ho dovuto aspettare un anno e sette mesi per avere un permesso di ampliamento, con la conseguente attesa nell’assunzione di quattro nuovi dipendenti».
Ad aprire i lavori del convegno sull’Europa, il presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani: «Il mio sogno sono gli Stati Uniti d’Europa! La sensibilità sui temi Ue deve ripartire dal driver della nostra società che è l’economia». Mariani sottolinea come la nascita dell’Europa di oggi sia stata proprio legata a ragioni economiche, infatti l’Ue nacque nel 1951 come Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca).
Carlo Pirrone, della Delegazione di Confindustria presso l’Ue, ha tratteggiato gli scenari post elezioni europee. «Una maggioranza europeista governerà anche il prossimo quinquennio ma non basteranno più il Partito popolare europeo (Ppe) e il Partito socialista europeo (Pse) a sostenerla, serviranno i liberali e probabilmente – visto il loro successo – si apriranno le porte anche ai verdi». Infatti, nel Parlamento Ue, il Ppe resta primo partito ma scende molto nel numero di seggi, a causa anche della pessima performance di Forza Italia; analogamente per il Pse, con il Partito Democratico, mentre i liberali con Macron incrementano di molto il loro peso e lo stesso i verdi , grazie alla grande risonanza che stanno avendo nell’ultimo periodo le battaglie ambientali. «Bisogna tener presente, quindi, che 47 deputati italiani su 73 si troveranno all’opposizione in Europa, in quanto Salvini, Meloni e Movimento 5 Stelle siederanno in piccoli gruppi marginali».
Alessandro Fontana, del Centro Studi di Confindustria, ha elencato gli innumerevoli vantaggi di cui possiamo beneficiare grazie all’Europa. «Viviamo un periodo di pace, democrazia, libertà e sviluppo economico: tutto questo è stato possibile col superamento di quelle rivalità che hanno insanguinato i secoli passati. Se guardiamo anche solo al lato economico, una stima prudente parla di 500 miliardi di euro risparmiati in interessi grazie alla moneta unica». Inoltre, ci sono i benefici che la concorrenza ha apportato ai consumatori, ad esempio in settori come le telecomunicazioni o il trasporto aereo. «Le imprese hanno beneficiato di un mercato ampio, perfetta palestra per poi avere successo nel resto dei mercati mondiali». La vera sfida resta ora, secondo Fontana, la capacità di mettere in campo investimenti pubblici europei importanti, magari finanziati con dei titoli europei di debito.
Sul finale una tavola rotonda dedicata ai settori più tecnologicamente avanzati e l’Ue, con Lorenzo Dattoli, di Carbotech e Antonio Perfetti, già dirigente di aziende operanti nei settori Difesa e Aerospazio. «L’intelligenza artificiale – racconta Perfetti – è una sfida che stiamo per perdere perché mancano dei campioni europei nel campo dei Big Data, la nuova frontiera di questo settore». Secondo Dattoli, la cui azienda produce di spazzole in grafite, metalgrafite ed elettrografite, per vincere in mercati molto competitivi come il suo è necessaria la capacità di collaborare all’interno dell’Ue, perché: «Se il presente è l’Europa, il futuro è il mondo!».
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