di Franco De Marco
Siti archeologici delle Marche e d’Italia: stato dell’arte e prospettive. Un grande convegno nazionale, con la partecipazione di illustri studiosi provenienti da tutta Italia, responsabili di Soprintendenze, docenti universitari e altri addetti ai lavori, si svolgerà sabato e domenica prossimi tra Ascoli e Offida. Sabato 8 a Palazzo dei Capitani del Popolo con inizio alle 10 e conclusione alle 17. Domenica 9 nel Teatro Serpente Aureo di Offida dalle 9 alle 14. Una full immersion totale che si annuncia molto interessante e di alto valore scientifico. Chissà se, per quanto riguarda in particolare il territorio di Ascoli, non emerga l’indicazione, come approfondimento scientifico e opportunità, di nuove campagne di scavo alla ricerca di tesori ancora nascosti.
Il convegno, che ha come titolo “Progettare il futuro. Quei ragazzi degli anni ’70 e l’archeologia”, è organizzato dall’Uplea (Università Itinerante Popolare del Tempo Libero e della Libera Età di Ascoli Piceno) insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Collaborano i Comuni di Ascoli Piceno e di Offida, il Mibac, tramite la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche, il Polo Museale delle Marche e la Libreria Rinascita per la comunicazione.
Il programma prevede due sessioni di lavori: l’intera giornata di sabato dedicata ai più recenti rinvenimenti archeologici in territorio marchigiano e il mattino di domenica alla conoscenza ed ai metodi di valorizzazione di alcuni musei e parchi archeologici in Italia.
I protagonisti sono gli archeologi, giovani studenti negli anni ’70, divenuti poi attivi nei musei, nelle Soprintendenze e nelle Università di tutt’Italia, che lavorarono, sotto la guida del prof. Peroni e in collaborazione con il G.A.P. (Gruppo Archeologico Piceno) all’allestimento nel Museo di Offida (1971-1972) del materiale raccolto a fine ‘800 dal marchese offidano Guglielmo Allevi illustre appassionato di archeologia. Il corso di archeologia pratica dell’Uplea, che da 12 anni coinvolge fino a 70 iscritti ogni anno in incontri settimanali con professori ed archeologi di prestigio, ha permesso di riallacciare i contatti con quei ‘ragazzi’ di 40 anni fa.
Nella giornata di sabato intervengono Marta Mazza, Paola Mazzieri, Massimo Pennacchioni, Andrea Cardarelli, Marco Pacciarelli, Flavia Trucco, Gabriele Baldelli, Jacopo De Grossi Mazzorin, Laura D’Erme, Vincenzo D’Ercole e Alessandro Guidi.
Nella giornata di sabato invece intervengono Peter Aufreiter, Nicoletta Frapiccini, Federico Tron, Sergio Piccarozzi, Vincenzo D’Ercole, Francesco Di Gennaro, Giuseppina Imperatori (coordinatrice del corso di archeologia dell’Uplea), Gianfranco Gazzetti, Nora Lucentini, Paolo Emilio Bagnoli, Ernesto De Carolis, Daniela Rossi e Clarissa Belardelli.
«Oggi l’obiettivo – commenta l’ing. Franco Laganà presidente dell’Uplea promotore dell’iniziativa – è creare una rete di cooperazione tra enti pubblici, privati, associazioni di volontariato, università, soprintendenze, centri di ricerca e di restauro, per attivare iniziative e risorse in modo da sviluppare conoscenze e competenze che facilitino la ripresa del territorio piceno e il superamento della fase critica attuale del post sisma». Obiettivo del convegno nazionale è sostanzialmente «la creazione di una rete organizzata per una migliore e completa fruizione dei tanti tesori del Piceno e delle Marche». Da Ascoli e Offida, dunque, si spera, possa partire un piano di rivalutazione e migliore organizzazione, con evidenti ricadute anche turistiche e non solo scientifiche, dell’immenso patrimonio archeologico.
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