«L’impianto di potabilizzazione è di certo una importante risorsa per fronteggiare “un’emergenza temporanea”, qualora grazie ad una sua gestione ottimale, riesca ad erogare un acqua simile all’acqua distillata (quella usata per lo stiro), nonché sapida e gradevole in quanto e se mischiata all’acqua di sorgente. Ancora una volta purtroppo, nessuno ci spiega il perché invece l’acqua erogata, è sembrata tutt’altro che distillata e tutt’altro che dal sapore gradevole». E’ la presa di posizione di Claudio Benigni, segretario del circolo Pd di Porto d’Ascoli e componente del “Comitato Acqua Pubblica” dopo le oltre mille firme raccolte.

Claudio Benigni
«Ringraziamo dell’informativa che però oltre ad essere un ammissione di colpa é anche piuttosto tardiva -prosegue Benigni- I cittadini, firmatari della petizione e non solo, lo avevano infatti scoperto da soli e da tempo, che l’acqua somministrata non proveniva dai Sibillini. Ergo, non si capisce davvero la ratio per cui questa verità è stata a lungo tenuta nascosta ai cittadini. Nei fatti, dal momento che l’acqua fornita non è esclusivamente di sorgente, ma “potabilizzata”, il cittadino deve essere informato, e perché lo dice la legge perché è nel suo diritto di scegliere se bere o far bere quell’acqua ai suoi figli . Annunciano quindi che l’acqua è tornata buona grazie alle copiose piogge dei giorni scorsi. Facciamo difficoltà a ben comprendere come la piovosità abbia potuto incidere sulla portata delle sorgenti storiche, ma quand’anche queste esternazioni dovessero essere confermate dal Consorzio Idrico, non ci sembra in ogni caso un grande scoop, in quanto non era così difficile prevedere che “l’acqua piovana di Castel Trosino” potesse essere dirottata verso la costa». Benigni prosegue: «Verificheremo -dice- nei prossimi giorni se la situazione è effettivamente migliorata e qualora l’acqua dovesse essere tornata quella di prima, non potremo che esserne felicissimi per cui nel caso ringrazieremmo ad uno ad uno tutti i 1200 cittadini che in questo mese di maggio hanno gridato in ogni luogo, nelle piazze, sulla carta stampata, e attraverso emittenti televisive, il loro disagio. Un grazie speciale va tributato al “Comitato Acqua Pubblica” per il lavoro svolto, che a prescindere dalla mia personale appartenenza politica, è trasversale e formato anche da tante persone della società civile».
LA POLEMICA- Sotto accusa finiscono anche la comunicazione e il sindaco Pasqualino Piunti. «Per non sbagliare -dice sempre Bengini- scriveremo nei prossimi giorni a tutti gli enti interessati con lo scopo di avere notizie ufficiali, e coinvolgeremo altresì tutta l’Amministrazione Comunale di S. Benedetto con l’obiettivo di appurare se, come ha dichiarato la stessa CIIP sui giornali, il sindaco Piunti si è rifiutato di informare i propri concittadini. Sarebbe un fatto di una gravità inaudita benché sia comunque già evidente a tutti che uno dei due non l’ha raccontata giusta. La speranza è che il sindaco possa finalmente dire una parola sulla vicenda visto che non è bello ritrovarsi a lottare in solitario, per l’assenza reiterata delle istituzioni preposte a farlo. In attesa di notizie affidabili, e fiduciosi che l’acqua buona possa di nuovo tornare a sgorgare dai nostri rubinetti, intendiamo rassicurare, che la nostra opera di vigilanza civica non si fermerà qui.

Il sindaco Pasqualino Piunti
Siccome c’è un rischio molto alto, che questo fenomeno possa ripetersi e in maniera più diffusa nei mesi a venire, continueremo a vigilare…. perché non è possibile arrendersi e consentire che solo questa parte di territorio debba, in maniera ineluttabile, pagare sulle bollette acqua di sorgente per avere in cambio un’ acqua al gusto di ferro, fango e varichina stando alle definizioni più lamentate dai cittadini. L’acqua dei Sibillini probabilmente tornerà -conclude Benigni- ce lo auguriamo tutti, ma in questa storia, è evidente che qualcosa non è andato nel verso giusto, a partire dalla comunicazione dei diversi Enti coinvolti. Oggi peraltro, leggiamo articoli di stampa di due parlamentari piceni (5S e Lega) e del candidato sindaco Fioravanti che nell’incensare l’operato CIIP, annunciano che in caso di vittoria al ballottaggio, garantiranno il posto a tutta l’attuale dirigenza Ciip. Ora, a prescindere dal fatto che ci piacerebbe capire se anche il sindaco Piunti la pensa come Fioravanti, vorremmo far sapere loro che la nostra preoccupazione è ben diversa: a noi più che le poltrone, interessa che tutti i cittadini del Piceno nessuno escluso (perché i sambenedettesi non sono figli di un Dio minore) possano ricevere lo stesso servizio: l’acqua buona nelle proprie case. Che se lo fissino bene nella testa: c’è in ballo un diritto dei cittadini che va ripristinato e su questo non molleremo di un centimetro».
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