
Una delle due frecce è tornata al proprio posto
“Tutto è bene ciò che finisce bene”, recita un noto adagio. Certo, resta da capire quanto il clamore suscitato dal vile gesto abbia influito sulla scelta e se in caso contrario, cioè di “silenzio”, sarebbe accaduto lo stesso. Fatto sta che il segnale è tornato al proprio posto, lì dove era stato recentemente vandalizzato. Chi lo abbia riposizionato non si sa, ma è facile ipotizzare un “pentimento” degli sfregiatori seriali.
Accade ad Arquata, lungo i sentieri montani ripuliti e riqualificati grazie ai volontari dell’associazione “Arquata Potest” e debitamente tabellati grazie al contributo del Comitato Sisma Centro Italia. Qualche giorno fa uno dei pali con le frecce informative era stato oggetto di sfregio da parte di mani ignote, per la seconda volta in poche settimane. Un gesto poco edificante, incivile, in parte per il valore economico della freccia segnaletica, ma soprattutto per il lavoro che c’è stato dietro e per la situazione di crisi che questi territori vivono dopo il terremoto. Territori che anche attraverso una maggiore fruibilità della montagna provano a rialzarsi.
Bravata o dispetto che sia, la freccia è di nuovo in loco, come testimonia la foto scattata nella mattinata del 2 ottobre. I ragazzi di “Arquata Potest”, che erano pronti a sporgere denuncia contro ignoti, l’hanno pubblicata sui loro canali social, «con la speranza che sia l’ultima volta». Se lo augurano in molti, in primis il povero palo di legno, che se potesse parlare chissà quante ne racconterebbe…
Lu. Ca.
“Arquata Potest” rilancia: «Gli sfregi alla montagna ferita non ci fermeranno»
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