di Claudio Felicetti
«Sono commosso, perché avete dato anima alle mie pagine mettendoci il cuore e facendoci un grande dono. C’è un antidoto alle mafie e voi oggi lo avete rappresentato benissimo, ognuno deve metterci del suo per combatterle». Con queste toccanti parole il giornalista di Rai3 e scrittore Gianni Bianco, autore col magistrato Giuseppe Gatti del libro “Alle mafie diciamo No-i” (Città Nuova editrice), ha salutato e ringraziato preside, docenti e studenti dell’istituto “Fermi-Sacconi-Ceci”, riuniti stamane nell’aula magna, in occasione di un incontro promosso dalla scuola e dall’associazione “Libera”.
Bianco con la preside Palanca e alcuni docenti
L’iniziativa, che rientra nel progetto “Autori a scuola”, è stata organizzata dalle docenti di Lettere Sonia Allegrini, Monica Ferri, Rosanna Latini, Stefania Merlonghi e Simona Quero, e ha coinvolto le classi 2° A di Elettrotecnica, 2° C 4°A e 4°B di Informatica e 4° A di Chimica, orgogliosamente supportate dalla dirigente dell’Istituto Patrizia Palanca.
La realizzazione del progetto ha permesso a diverse classi dell’istituto tecnico tecnologico di lavorare in maniera trasversale su un argomento molto delicato e complesso. Ogni studente ha potuto mettere a disposizione le proprie attitudini per realizzare la breve ma intensa drammatizzazione che ha dato inizio all’incontro con interventi recitati (ogni ragazzo ha impersonato e citato una delle tante vittime delle mafie) e intermezzi musicali suonati dal vivo ispirati dai professori-musicisti Luana Milani e Alessandro Olori.
Nazzarena Loreti e Antonio Sofia di “Libera”
«Legalità, rispetto delle regole e impegno civile talvolta possono essere parole vuote – ha detto in apertura la dirigente Palanca, rivolgendosi ai suoi studenti – invece oggi con questa drammatizzazione intensa del libro mi avete sorpreso e toccata profondamente».
«Con le mafie bisogna farci i conti – ha ammonito Bianco – in tutte le regioni, ma ciascuno nel suo piccolo può fare qualcosa per cambiare, iniziando dal basso. Ecco il senso di quel “no” sul titolo del nostro libro, che con la piccola “i” accanto diventa “Noi”. L’azione repressiva dello Stato da sola non basta, servono iniziative come la vostra, in modo che tutti possano prendere coscienza del problema. Ci sono tante piccole azioni che si possono fare e voi con questo progetto avete gettato dei semi di cultura della legalità».
Bianco ha poi ricordato l’impegno del magistrato e coautore Gatti (attualmente componente della Direzione nazionale Antimafia), anch’egli pugliese, a cui è legato da un’amicizia di vecchia data.
«Il nostro primo libro – ha aggiunto Bianco – quattro anni fa raccontava la necessità del gioco di squadra per contrastare le mafie, oggi si vedono passi in avanti grazie a tanti comuni cittadini».
Nazzarena Loreti e Antonio Sofia, esponenti di Libera (presente anche la referente regionale dell’associazione, Paola Senesi) hanno chiamato tutti a un impegno personale per cambiare le cose e sconfiggere le mafie.
Infine le domande degli studenti a Bianco, che ha risposto raccontando episodi della sua professione e mostrando alcuni servizi e interviste per i telegiornali Rai registrati a Scampia («anche in questi posti ci sono cose buone, come le 150 associazioni che lavorano e combattono»). Ecco, dunque, gli esempi dei “Pollici verdi”, cittadini che ripuliscono il parco pubblico “Corto Maltese” per farlo diventare un luogo vivibile, o la storia con redenzione di Davide Cerullo, da ragazzo di camorra a uomo di cultura.
«Il riscatto può passare anche da queste storie, bisogna sostenere queste persone, nessuno può essere escluso dalla possibilità di salvarsi», ha concluso Bianco con parole di ottimismo e speranza nel futuro.
Nel pomeriggio, gli studenti del Fermi hanno partecipato anche alla presentazione del libro a Rinascita, in apertura del terzo incontro di formazione organizzato sempre da “Libera”.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati