Cavion si allena a casa sul tapis roulant

di Bruno Ferretti

«Mi sto allenando in casa facendo quello che posso. Ho un tapis roulant e posso correre in un cortile privato lungo una cinquantina di metri. Seguo le indicazioni del nostro preparatore atletico. Non vedo l’ora che questo incubo finisca e si possa tornare alla normalità». Parole di Michele Cavion rimasto ad Ascoli con la compagna Noemi. Il centrocampista bianconero, costretto allo stop nel suo momento migliore, vive con grande preoccupazione l’emergenza coronavirus. Veneto di Schio, ha tanti amici in una delle zone più colpite dal virus. «A Cremona ho giocato due anni prima del passaggio all’Ascoli, La situazione in quelle zone è davvero critica. Sono rimasto ad Ascoli e fortunatamente con la mia ragazza Noemi. I nostri genitori si trovano a Vicenza mentre mio cognato studia a Londra. Sono tutti chiusi in casa».

Cavion, questa situazione cambierà le priorità nella vita di ognuno? Sono cambiate le sue?
«Vivo di calcio e il mio sogno, fin da bambino, è sempre stato quello di giocare, ma mi accorgo che in questo momento il calcio viene in terzo o quarto piano. Muoiono centinaia di persone al giorno e migliaia vengono ancora contagiati. Faccio i miei complimenti a medici, infermieri, volontari e addetti ai lavori, voglio rivolgere loro un grande grazie».

Si sta allenando a casa?
«Sì, utilizzo un tapis roulant, inoltre di fronte casa c’è uno spazio chiuso e coperto di circa cinquanta metri quadrati; mi alleno lì dal lunedì al sabato facendo scatti, utilizzando la palla, insomma seguo alla lettera i programmi del preparatore».

Come cambierà il calcio?
«Il calcio va di pari passo con l’economia globale e, se quest’ultima subirà un brusco rallentamento, così sarà anche per il calcio, a partire dagli ingaggi fino ai ricavi delle società. Si cercano possibili soluzioni: ripresa del campionato in estate, congelamento delle classifiche. Il fatto è che ancora non si sa quando riprendere gli allenamenti – aggiunge Cavion. rappresentante dell’Ascoli in seno all’Assocalciatori – si stanno cercando tutte le soluzioni per portare a termine i campionati, sappiamo l’interesse economico che c’è in ballo. Si cercherà di spostare i tempi e, magari, riprendere in estate anche a costo di dover disputare tre gare a settimana».

Cavion, cosa dice del rinvio di Ascoli-Cremonese dove lei sarebbe stato un grande ex?
«Avrei detto di sospenderla, ma andava gestita in modo diverso. Quando ci comunicarono la decisione delle autorità competenti eravamo già entrati in contatto. Le due squadre sarebbero dovute restare sui pullman e non incontrarsi affatto, ma col senno di poi è facile».

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