
In videoconferenza, da sinistra in alto in senso orario: Gabriele Gravina (presidente Figc), Massimo Pulcinelli (patron Ascoli), Andrea Neri (presidente Ascoli), Andrea Di Maso (vice presidente Ascoli), Guillermo Abascal (allenatore Ascoli)
di Angelo Camaiani
«Blocco vuol dire morte del calcio italiano». Senza troppi mezzi termini, queste le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervenuto durante la diretta on line della quarta edizione del progetto “Crescere Insieme” organizzato dall’Ascoli Calcio e dedicato ai partner della società di corso Vittorio. Un’affermazione sicuramente forte che spiega la volontà del presidente di non bloccare i campionati di calcio e dello sport in generale.

Il trofeo dell’Anglo Italian Cup
Il webinair è stato aperto nel tardo pomeriggio dal neo vice presidente dell’Ascoli, Andrea Di Maso, nonché fresco responsabile dell’area marketing e commerciale della società bianconera. Fatti i dovuti saluti a tutti i partecipanti, c’erano il patron Massimo Pulcinelli, il presidente Andrea Neri, il direttore generale Gianni Lovato e anche i calciatori, da Cavion a Morosini (domani faranno la finale del torneo “Play Cup” organizzato dalla società stessa), oltre al nuovo allenatore, Guillermo Abascal, la parola è passata al presidente Gravina.
«Ho passato due mesi di inferno e non credo di chiedere molto in questo periodo, mi auguro solo che nel mondo dello sport e del calcio cominci a prevalere il senso dello stare insieme mentre la soddisfazione personale sarebbe ora di metterla da parte. Riduttivo parlare di piano B, è diventato quasi un mantra, sembra che con il piano B tutto sia risolto invece non è così, il mio senso di responsabilità mi induce ad avere non solo un piano B ma anche un piano C e D perché servirà doversi preparare a tutte le eventualità. Mai firmerò il blocco dei campionati, sarebbe come ucciderli».
Chiaro il pensiero del presidente della Federazione Giuoco Calcio, bloccare significherebbe assassinare i campionati dalla serie A a quelli minori, con un danno economico incommensurabile, si parla di oltre 400 milioni di euro… «Un danno gravissimo – continua Gravina – che le società accuseranno e che difficilmente supereranno. Tutti invocano il blocco ma se c’è ancora da aspettare il contagio zero, il vaccino a marzo dell’anno prossimo, saranno compromessi anche i prossimi campionati, quello 2020-2021 e anche quelli a venire. Siamo la terza industria del paese che smuove tanto e con più di 90.000 persone assunte, cosa gli diremo a questa gente, ai calciatori stessi…??».
Certo è che di fronte a questo scenario non si può pensare solo alla classifica, agli interessi personali, è probabile che sia arrivato il momento di un cambiamento radicale. «Dobbiamo provare a sviluppare un nuovo calcio, ci vuole un nuovo protocollo, ci vogliono nuove riforme, bisogna cominciare a ricostruire abbandonando l’io e promuovendo il noi».

Pulcinelli e Neri
Un pensiero che ha trovato d’accordo anche patron Pulcinelli che fa luce su abbonamenti, tifosi ascolani, calciatori e dipendenti. «Ci tengo a ringraziare calciatori, dipendenti e tifosi ascolani – ha precisato il numero uno di corso Vittorio – che hanno capito il momento e ci stanno venendo incontro sia per il discorso stipendi che per quello degli eventuali risarcimenti. La tifoseria inoltre, non ha chiesto nessun rimborso ma stiamo studiando la maniera migliore per trovare la soluzione più idonea per la prossima stagione».
Infine, è intervenuto anche il nuovo allenatore dell’Ascoli, Giullermo Abascal, che ha subito ringraziato la società per l’occasione. «Abbiamo fatto un gran bel lavoro con il settore giovanile, siamo arrivati a vincere il campionato di “Primavera 2” con merito e tanto lavoro e sono contento che abbia portato i frutti, la società ha scelto la soluzione interna per allenare la prima squadra, cosa che succede molto di rado. Ci stiamo preparando per tornare ad essere protagonisti nel prossimo campionato».
Nel corso della videoconferenza è stato anche annunciato il “ritrovamento” del trofeo che vide protagonista l’Ascoli nel “Torneo Anglo Italiano” (Anglo Italian Cup). Si riferisce alla prima partecipazione del 1993. L’Ascoli prese parte a tre edizioni di quella manifestazione, con la ciliegina sulla torta della finale del 1995 nel mitico stadio di Wembley, quando perse la finale (2-1, gol di Mirabelli) contro il Notts County. Quel giorno a Londra, a seguire i bianconeri, c’erano mille tifosi provenienti da Ascoli. A proposito di “ritrovamenti”, continua a restare ancora avvolta nel mistero la sparizione della Mitropa Cup, trofeo internazionale conquistato dal Picchio nel 1986.
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