
L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli
Con una lettera al direttore dell’Area Vasta 5 Cesare Milani, al sindaco di Ascoli Marco Fioravanti e ai consiglieri comunali del capoluogo piceno, l’Unione sindacale di base (Usb) del comparto sanità di Ascoli, a firma di Mauro Giuliani, chiede di riportare nell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli il reparto di Psichiatria dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto.
Si riaccende la polemica dopo che le autorità sanitarie, di fronte alle preoccupazioni di Cgil e comitato ”Salviamo l’ospedale Madonna del Soccorso”, hanno assicurato che il reparto rimane sulla Riviera delle Palme.
«Noi – afferma l’Usb – abbiamo sempre sostenuto che, in ottemperanza agli indirizzi ministeriali e regionali volti a ridurre al minimo il rischio di contagio Covid-19, è necessario trasferire tutti i reparti no Covid in strutture diverse dal “Madonna del Soccorso” individuato invece quale presidio destinato a pazienti affetti da Coronavirus.
Invece presso l’ospedale di San Benedetto è rimasto operativo il reparto di Psichiatria e l’accesso al Pronto Soccorso (chiuso a tutti gli utenti) è aperto ai pazienti affetti da malattie psichiche.
Tutto ciò a nostro parere è assurdo non foss’altro perché il paziente psichico ha un rischio contagio superiore agli altri utenti».
«Vista l’attuale situazione di emergenza – continua la presa di posizione del sindacato – chiediamo alla Direzione dell’Area Vasta 5 di ripristinare un servizio dovuto alla cittadinanza di Ascoli in conformità con le disposizioni nazionali.
Il reparto di Psichiatria di Ascoli è stato chiuso nel 2013 – ricorda Mauro Giuliani – con una perdita di 10 posti letto causando una carenza di risposta alla cittadinanza rispetto a quanto tuttora stabilito dalle norme nazionali le quali prevedono 10 posti letto per acuti ogni 10.000 abitanti. Pertanto ci dovrebbero essere per 210.000 abitanti almeno 21 posti per acuzie. Il reparto di San Benedetto ha oggi al massimo 12 posti letto».
«Tra l’altro – aggiunge il sindacalista – alcuni studi già oggi indicano che ci sarà un aumento delle patologie rispetto a disturbi della salute mentale proprio a causa di questa emergenza».
«Chiediamo al sindaco di Ascoli – conclude la nota sindacale – e a tutti gli attori istituzionali del territorio di far sì che il presidio sanitario ascolano e l’offerta di Sanità pubblica sia confacente alla reale domanda della cittadinanza ripristinando i reparti e i posti letto tagliati».
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