Il trauma del terremoto:
a fortificare la speranza della gente
ecco il bis della Fondazione Paoletti

ASCOLI - Presentata a Palazzo Arengo l'edizione 2018. Il supporto alla popolazione di un team formato da psicologi, formatori e neuroscienziati. Il ciclo di incontri inizia l'1 marzo per concludersi il 23 giugno al Teatro Ventidio Basso. Appuntamenti nel capoluogo, ad Arquata, Acquasanta e San Benedetto, ma anche a Cascia e Preci in Umbria
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Al varo del progetto 2018, il saluto del sindaco di Ascoli Guido Castelli

di Andrea Ferretti

Fortificare la speranza e la progettualità di chi ha subìto il trauma del sisma è l’obiettivo del nuovo ciclo di incontri (gratuiti) guidati da psicologi, formatori e neuroscienziati della Fondazione Patrizio Paoletti (Istituto di ricerca e formazione in campo neuroscientifico ed educativo) che da marzo a giugno 2018 si svolgeranno in diverse località delle Marche (Ascoli, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto e San Benedetto del Tronto) e dell’Umbria (Cascia e Preci). L’iniziativa si intitola “Prefigurare il futuro: metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità” ed è la prosecuzione di un progetto avviato nel 2017 nelle Marche dalla Fondazione Paoletti a sostegno delle vittime del terremoto con l’obiettivo di riuscire ad affiancare al lavoro di ricostruzione un percorso guidato da esperti che sostenga e favorisca anche la “ricostruzione interiore” delle persone.

Il nuovo progetto, patrocinato dal Ministero della Salute, è stato presentato oggi a Palazzo Arengo di Ascoli. Assente per motivi di salute Pietro Paoletti, c’era la responsabile del progetto Tania Di Giuseppe, e sono intervenuti anche la psicologa Grazia Serantoni, il sindaco e il vice sindaco di Ascoli Guido Castelli e Donatella Ferretti, il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci, l’assessore comunale di San Benedetto Antonella Baiocchi, il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali delle Marche Marzia Lorenzetti, Domenico Fanesi dell’Ambito territoriale sociale 22, Marco Angelo Barioglio del tavolo di coordinamento di Area Vasta 5, la preside Patrizia Palanca.

Gli incontri sono sette e iniziano l’1 marzo ad Ascoli (Sala dei Savi di Palazzo dei Capitani) con “I tesori della mente: da homo Sapiens a homo Verus”. Proseguono con “Parlami ti ascolto: comunicazione e neuroscienza” il 28 marzo nell’aula polifunzionale di Acquasanta e il 18 aprile nell’auditorium del Comune di San Benedetto. Poi ancora: l’11 aprile nell’auditorium di Cascia con “I valori al centro: muoversi, motivarsi, realizzarsi”, il 12 maggio a Madonna della Peschiera di Preci con “Prepararsi è amarsi: come parlare del terremoto ai propri figli”, l’8 giugno al centro polivalente Agorà di Arquata con “Prefigurarsi il futuro: il potere della resilienza”, il 23 giugno al Teatro Ventidio Basso di Ascoli con “Incontri con uomini e donne straordinari: un me migliore di me”. Tutti gli incontri si svolgono dalle ore 16 alle 19,30. Media partner dell’iniziativa è “Radio Latte Miele”

Il vice sindaco e il sindaco di Ascoli, Donatella Ferretti e Guido Castelli

La presentazione del progetto 2018, con il supporto di alcune slide, è proseguita con l’illustrazione dei risultati della ricerca sul gradimento del corso. L’edizione 2017 si è svolta attraverso cinque incontri che ha visto la presenza di oltre 400 persone e i temi del 2018 sono stati scelti proprio sulla base delle “interviste” rilasciate dai partecipanti dello scorso anno. Le aree di bisogno e di maggiore interesse sono infatti risultate la gestione delle emozioni, la resilienza e la gestione degli eventi stressanti, le tecniche comunicative, le neuroscienze e la formazione esperienziale. «Voglio sottolineare il carattere comunitario di questa iniziativa – ha detto il sindaco Castelli – perchè non si tratta di uno spot episodico, ma di una iniziativa che punta sulla durevolezza in un mondo in cui oggi viviamo di provvisorietà. E’ una sfida di cui siamo commossi, partecipi e soprattutto entusiasti». Gli ha fatto eco il collega di Arquata, Aleandro Petrucci. Un telegramma il suo: «Ringrazio la Fondazione Paoletti e tutti gli operatori per il lavoro svolto e per quello che faranno a nome della popolazione arquatana».


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