Rua Enoc d’Ascoli e le altre: storie di vie “sequestrate” e targhe dimenticate

ASCOLI - Cancelli che impediscono la fruizione della pubblica via: l'esempio della rua a due passi da piazza del Popolo, inserita nell'elenco delle strade comunali ma off limits senza un motivo. Dalla situazione del Ponte di Cecco a rua della Colombella, misteri in cerca di soluzione
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Liberate Enoc d’Ascoli

 

di Luca Capponi 

 

Se è vero che il mistero esercita un fascino ancestrale sugli esseri umani, da sempre voglioso di saperne di più davanti all’insondabile, è altrettanto vero che certi misteri, al di là dell’impegno, sono destinati a…rimanere tali. Prendiamo il centro storico, la zona che più di tutte vive sotto i riflettori e quindi la meno esposta ad un certo tipo di aspetti sfuggenti. E invece eccoci già davanti al primo caso. Proprio là, dove meno te l’aspetti, a due passi da piazza del Popolo: rua Enoc d’Ascoli.

Rua della Colombella

 

A molti questa via dirà poco, eppure tutti gli ascolani ci sono passati davanti almeno una volta nella vita, camminando da corso Trento e Trieste verso il salotto buono, lungo corso Mazzini. Effettivamente, però, è difficile farci caso, perché la via senza uscita dedicata all’illustre Enoc (o Enoch, educatore e studioso vissuto nel 1400, leggi qui) risulta da anni “ostaggio” di un cancello che, di fatto, l’ha inibita alla percorrenza.

 

Com’è possibile? E chi lo sa. Mistero, appunto.

 

Fatto sta che la via risulta nell’elenco delle strade comunali, quindi, di fatto, è pubblica. Sbirciando dentro, attualmente l’unica cosa possibile da fare, si nota anche come al muro ci sia ancora la targa con il nome della via, che da fuori sembra implorare gli incuranti passanti di pagare il riscatto per la…liberazione dell’ostaggio. Povero Enoc.

Tutte le strade portano al ponte di Cecco…anzi no

 

Il mistero però regna sovrano anche in un altro paio di zone del cuore cittadino. Quello di corso di Sotto, se possibile, è ancora più intrigante. Se da un lato rua Enoc d’Ascoli figura in molti stradari e soprattutto nel già citato elenco comunale, per rua della Colombella si apre un bell’enigma.

 

Questa traversa di via dei Soderini, infatti, appare in un vecchio elenco comunale, ancora scaricabile online, come “via della Colombella” (e non rua), per il resto non esiste da nessuna altra parte. Eppure la targa in pietra che ne indica il nome è ben visibile in alto, prima del cancello che, anche qui, ne ha chiuso l’accesso. Con una precisazione, però: a terra c’è una scritta che precisa “strada privata”. Sarà mutata, nel frattempo. Altra curiosità: sembra che nei pressi vi sia una delle tante antiche iscrizioni incise sulle pietre del centro: “Pensa per te e poi iudica me”. 

Le mitiche opere di difesa realizzate per proteggere l’accesso al ponte dal lato delle Caldaie

 

In coda a questa galleria del mistero non poteva infine mancare il clou, l’apice, il premio Oscar, il massimo concepibile dall’umano intelletto. Parliamo ovviamente della regina delle vie inspiegabilmente off limits, via di Ponte di Cecco, nei pressi dell’omonimo ponte.

 

Ne abbiamo già parlato qui (leggi), per evitare che questa oscura faccenda finisca nel completo dimenticatoio. L’unico ponte al mondo che come unico percorso prevede esclusivamente l’andata e ritorno, grazie ad una “manovra” sagace portata a termine tra gli anni ’60 e ’70 da alcuni privati abitanti nel quartiere delle Caldaie, dall’altra parte rispetto all’accesso dalla zona di via delle Terme; chiudere prima con un muro e poi con un cancelletto (e con la complicità di chissà chi) per compromettere la piena fruibilità di un pezzo di storia cittadina. Con tanto di terrazzo con vista su un rudere romano. Che classe.

 

Una classe che, ad oggi, resiste a ricorsi, reclami, contenziosi e tutto quanto messo in atto dal Comune per restituire finalmente dignità al ponte. Com’è possibile? Mistero.

 

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