Superata, con una novità storica, l’impasse alla presidenza dell’Unione Montana dei Sibillini. L’ufficio statale con sede a Santa Vittoria in Matenano (Fermo), per la prima volta dalla sua esistenza – prima come Comunità Montana, oggi Unione – avrà al vertice una donna: Francesca Grilli, sindaco di Montemonaco.

Francesca Grilli
Accanto alla nuova presidente ci saranno anche un nuovo segretario dell’Unione Montana, la dott.ssa Sara Tiburzi, cui è affidato un ruolo centrale nel coordinamento della macchina amministrativa, e quattro assessori con deleghe specifiche, chiamati a collaborare in modo collegiale per garantire efficacia, trasparenza e continuità amministrativa nell’azione dell’Ente.
La sindaca di Montemonaco è stata eletta nuovo presidente dopo uno stallo sulle nomine durato un anno e mezzo tra gli 11 sindaci dell’Unione (6 del Fermano, 5 dell’Ascolano), succedendo così a Fabrizio Vergari, primo cittadino di Santa Vittoria in Matenano a cui ora va la vice presidenza e un assessorato. Della giunta fanno parte anche i sindaci Cesare Milani di Montefalcone Appennino, Tonino Severini di Smerillo e Antonio Del Duca di Montedinove. Force, Montemonaco, Rotella, Amandola, Montefortino e Montelparo gli altri Comuni dell’Unione.
«L’Unione Montana rappresenta uno strumento fondamentale per garantire collaborazione, efficienza amministrativa e una visione condivisa dello sviluppo del territorio e per questo ringrazio i Sindaci dell’Unione per la fiducia accordata in una fase particolarmente delicata per i territori montani, segnati dalle conseguenze del sisma, dallo spopolamento e dalla necessità di rafforzare i servizi essenziali ai cittadini – le parole della nuova presidente – Il mio impegno sarà orientato al rafforzamento dei servizi associati, alla valorizzazione delle aree interne e al sostegno concreto alle comunità locali dell’Unione. Fondamentale sarà il dialogo costante con i Comuni, la Regione e gli Enti sovraordinati».
Tutto questo si inserisce anche nell’ottica della proposta avanzata dal ministro Calderoli, che punta a ridefinire con nuovi parametri di altitudine la classificazione di “comuni montani”:
«A mio avviso sarebbe necessario adottare criteri multipli, che tengano conto anche degli aspetti socio-economici e infrastrutturali, riconoscendo la specificità dei Comuni realmente montani e garantendo loro strumenti adeguati di sostegno – sostiene Grilli -. Va riconosciuto che il Ministro Calderoli ha avviato una revisione dei criteri per la definizione dei comuni montani, introducendo un approccio più articolato rispetto al solo dato altimetrico. È un passaggio importante, che va nella direzione di una maggiore attenzione alla complessità dei territori. La “montanità” non può essere ridotta a un mero dato altimetrico, ma rappresenta una condizione strutturale fatta di isolamento, fragilità demografica, difficoltà di accesso ai servizi, infrastrutture limitate e maggiori costi di gestione per gli enti locali».
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